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23 luglio 2026 ore 16.00: Se il Nasdaq si ferma…

Pensare che oggi gli investitori comprino azioni solo per il dividendo è forse un’opinione un po’ datata e fuorviante:

perché credo che almeno dal 2010, e cioè da quando il Dividend Yield rimane ancorato ai livelli storici più bassi e oggi segna un nuovo minimo all’ 1,08%, che gli investitori cerchino negli indici azionari altri ritorni:

le aziende del Nasdaq raramente distribuiscono dividendi ma sono potenti sulla crescita del prezzo, e questa felice performance ha attratto milioni di investitori da tutto il mondo, alimentando un circolo virtuoso che da una parte premia gli investitori e dall’altra arricchisce le aziende tecnologiche permettendo loro di impegnarsi in investimenti sempre più ambiziosi.

Il problema è che è molto difficile capire, anche per gli investitori più informati, quando questi investimenti inizieranno a produrre dei risultati concreti, perciò è normale che si formino dei momenti di stasi di questo genere:

in cui tutti (anche chi non è direttamente investito in questo indice, ma sa che dalla tenuta di esso dipende il benessere di tutte le Borse occidentali) ci chiediamo se valga la pena continuare a iniettare risorse in questo comparto o forse è il momento di aspettare un segnale valido di successo da parte dell’industria… ma in questi momenti, come vediamo sopra, crolla la performance annuale, perciò bisogna anche capire per quanto tempo gli investitori saranno disposti a perdere soldi.

Intanto l’indice è ancora su livelli accettabili per una pausa del trend:

ma c’è la possibilità che nei prossimi mesi si attraversi tutto il fascio di medie mobili:

fino ad arrivare poco sotto i 26.000 punti in ottobre, in chiusura del ciclo semestrale. 

La mia opinione è che sarebbe meglio tentare una discesa invece che vivere in questo limbo fino all’autunno…il peggio che può succedere è un  riavvicinamento al Fair Value:

in area 23.000. 


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