Con il proseguimento del movimento rialzista si conferma la rottura del pattern:

perciò, a parte qualche giorno di rallentamento in agosto:

si conferma il Taylor rialzista di medio termine.
Da notare che anche in USA abbiamo le Shark’s Jaws a favore:

con i prezzi dei decennali ancora molto deboli.
A questo proposito vale la pena di riflettere sulla curva dei rendimenti americana, che ha subito un ulteriore irrigidimento:

da una parte, i tassi brevi riflettono l’immobilismo della Fed, che non sembra affatto intenzionata ad alzare i tassi, mentre le scadenze più lunghe salgono per inglobare le attese inflazionistiche, lasciando trasparire una certa sfiducia nei confronti della Fed (nella figura del nuovo presidente Warsh) e della sua capacità di tenere a bada l’inflazione.
In un modo o nell’altro, questa confusione in ambito obbligazionario aiuta i mercati azionari a riprendere quota:

aiutati psicologicamente anche da un euro in rafforzamento:

e oggi troviamo un Taylor eccezionalmente ottimista su questo fronte.
Sul Nasdaq invece siamo ancora in fase di pull-back sulla media mobile:

perciò vale ancora il Taylor semestrale:

che tergiversa per settimane e rimanda la ripartenza al rialzo a ottobre…
