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16 Giugno ore 8.00: ... il panico...

Da un anonimo guitto dell'era imperiale di Roma: In praetoriis leones, in castris lepores (Nel palazzo leoni, nell'accampamento lepri).

Significa che siamo tutti coraggiosi immersi nelle comodità delle nostre casa o di una mente serena, ma diventiamo paurosi quando siamo sotto la linea del fuoco nemico o vittime della nostra mente perturbata...

In Borsa, più che altrove, il pericolo corre sul filo delle nostre paure e, quando il panico si scatena, siamo fottuti...

In sostanza: non serve a niente dire e dirci che siamo saldi nelle nostre intenzioni, se poi, quando fioccano le scoppole, il bagno è il nostro posto più assiduamente frequentato...

... In praetoriis leones, in castris lepores...

Nei periodi di panico (come quello in corso) le domande che ricevo più frequentemente sono:

Ed io, da almeno venti anni, rispondo alla stessa maniera: se sei ridotto così, lascia perdere la Borsa...

Lo dicevo ieri: Picciotti, questa è la Borsa... E non è certo un posto per malati di cuore... In Borsa bisogna avere la rarissima dote di convivere con l'incertezza... Diversamente ci si dedica al giardinaggio.

Per qualche motivo a me sconosciuto, tanta gente pensa di potersi arricchire (in Borsa) senza averne le qualità...

... Come se potesse fare il cardiochirurgo semplicemente frequentando le sale operatorie... O fare il centravanti della Germania perché è alta e possente...

In Borsa sono "richiesti" coraggio e resistenza allo stress... E se non ce l'hai, non hai alcuna speranza di vincere...

In Borsa non devi avere "emozioni"... Deve comportarti in "maniera distaccata"... Non devi pensare ai "soldi"...

... E se non ci riesci, lascia perdere la Borsa.

Ora, tutto questo parte dell'overtrading (impegnarsi finanziariamente più di quello che è sopportabile) e cioè: non attenersi alla regola aurea di "giocarti solo quello che puoi perdere" (se hai 100 puoi perdere solo 10)...

... E perché capita sta cosa qui?

... Perchè ci si vuole arricchire rapidamente; quindi: più ti giochi e più velocemente diventi ricco...

Poi le cose si mettono male e, quindi, l'overtrading funziona contro di te con gli effetti collaterali noti (diarrea, sudore freddo, etc...).

... Ma tanto è inutile: dico queste stesse cose da venti anni senza risultato, perché la gente dovrebbe ascoltarmi proprio adesso?

Brexit...

... Le Borse, quanto più il Brexit s'avvicina, tanto più diventano dipendenti dai sondaggi: bastano pochi decimi di punto in meno o in più, per fare scattare rialzi o ribassi importanti e ottimismi o pessimismi senza motivo (vedere notizie flash).

Dice Lazard Frères Gestion: "Per gli investitori la questione è complessa. Lo è anzitutto in un senso immediato a causa di numerosi settori coinvolti e dei molteplici attori interessati. Ma lo è maggiormente, poiché dipende più dall’'incertezza stessa che da un rischio quantificabile dagli analisti”.

Significa: non preoccupa l'esito del referendum, ma l'incertezza dello stesso che fa aumentare il rischio dell'investimento...

... Quindi lo spread, ad esempio, sta ritornando ai massimi di Febbraio 2016...

Perché?

... Nell'incertezza la gente vende (e qui ritorniamo all'argomento trattato sopra)...

Ma, suppongo, che la maggior parte della gente reagisca sempre così... E' nella natura umana scappare di fronte al pericolo.

Mib...

Dati macro del giorno.

ORE IMPATTO PAESE DATO PERIODO CONSENSUS ATTUALE PRECEDENTE UNITA'
10:30 medio UK Vendite al dettaglio ex carbur auto m/m 0,3   1,5 %
10:30 medio UK Vendite al dettaglio ex carbur auto a/a 3,8   4,2 %
11:00 alto UE Inflazione Core Eurozona a/a 0,8   0,8 %
11:00 alto UE Inflazione Eurozona m/m 0,3   0 %
11:00 alto UE Inflazione Eurozona m/m -0,1   -0,2 %
13:00 alto UK BOE annuncio tassi di interesse   0,5   0,5 %
14:30 medio USA Indice dei prezzi al consumo ex Cibo ed Energia a/a 2,2   2,1 %
14:30 alto USA Indice dei prezzi al consumo SA m/m 0,3   0,4 %
14:30 medio USA Philadelphia Fed Business Outlook   1   -1,8  
14:30 alto USA Nuove richieste sussidi di disoccupazione s/s 270   264 mgl
14:30 alto USA Richieste continue sussidi di disoccupazione s/s 2140   2095 %

Notizie flash.

A parte la campagna di terrore condotta da capi di Stato e opinion leader, quali sono le reali conseguenze in caso di un verdetto favorevole alla Brexit? A rispondere è Lazard Frères Gestion, uno dei pochi che ha cercato di analizzare la questione in maniera razionale, includendo l’opzione Brexit come un’eventualità democraticamente assunta e non come una calamità biblica. La stessa Lazard si dichiara infatti molto più preoccupata dell’incertezza che non dell’esito del referendum del 23 giugno: "Per gli investitori la questione è complessa. Lo è anzitutto in un senso immediato a causa di numerosi settori coinvolti e dei molteplici attori interessati. Ma lo è maggiormente, poiché dipende più dall’'incertezza stessa che da un rischio quantificabile dagli analisti”, è scritto in un report.
 
Divorzio solo dopo una lunga separazione
 
La casa di gestione per prima cosa avverte che la procedura di uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea prenderebbe del tempo, molto tempo, e che Londra non uscirebbe effettivamente prima di diversi anni, che potrebbero essere addirittura dieci. "Se gli elettori britannici votassero a favore di un’uscita, il governo britannico invocherebbe l’articolo 50 del Trattato sull’Unione Europea e si aprirebbe un negoziato sulle modalità di uscita – dice il team di Lazard - Solo una volta trovato un accordo e ratificato dalla maggioranza qualificata, il Paese avrebbe la possibilità di uscire”. Le parti disporrebbero poi di altri due anni per definire i termini del divorzio. "Se al termine dei due anni non venisse raggiunta alcuna intesa, l’uscita sarebbe automatica, ma le parti potrebbero eventualmente convenire su un ritardo supplementare”. I tempi coincidono con quelli indicati in un documento di lavoro del governo britannico, secondo il quale, "Sarebbero necessari quasi dieci anni per rinegoziare in primo luogo l’uscita dall'’UE, in secondo luogo i rapporti con l’UE e infine tutti gli accordi commerciali”.
 
Ricadute sul Pil
 
Quanto all'impatto a lungo termine sulla crescita britannica dipenderà da molteplici fattori. Rispetto al commercio internazionale, secondo Lazard Frères Gestion, sebbene i difensori dell'’uscita sostengano da molto tempo che il Paese potrebbe conservare il suo accesso al mercato unico, questo scenario è realisticamente poco probabile. Per quanto riguarda la crescita potenziale del Paese, la riduzione dell'immigrazione implicherebbe un decremento della popolazione attiva, e la crescita della produttività potrebbe essere penalizzata da un aumento del costo del capitale. "La maggior parte dei modelli elaborati stimano un costo in termini di Pil tra il 2,5% e il 9% sull’orizzonte del 2030 rispetto al livello raggiunto nel caso in cui il Regno Unito restasse all’interno dell’Ue”, dicono gli analisti di Lazard.
 
Un test positivo per l’Eurozona?
 
Al di là delle conseguenza per il Regno Unito, l’uscita di un Paese membro costituirebbe un vero test per la costruzione europea. La domanda è: condurrebbe gli altri Paesi dell’UE, soprattutto dell’eurozona, a una maggiore integrazione? Oppure segnerebbe l'inizio di un movimento di disintegrazione? Secondo Lazard Frères, nonostante sia necessario constatare che il sentimento europeo non sia ai suoi massimi, lo spettacolo di un’economia britannica in recessione, o in quasi recessione, a causa di tale scelta scoraggerebbe anche i partiti più euroscettici. "In aggiunta, una parte degli investimenti diretti verso il Regno Unito per costruire fabbriche destinate al mercato europeo potrebbe riversarsi sul continente, il che sarebbe positivo per la crescita della zona euro”, spiegano i gestori. Che concludono: "Alla data odierna però lo scenario più probabile risulta quello della vittoria del Remain. Tuttavia, come accenna un vecchio proverbio politico, nei referendum gli elettori non rispondono sempre alla questione presentatagli”.