I volumi ci sono:

e non intendo solo quelli speculativi sul future, ma anche i volumi sulle azioni si stanno accendendo, a significare che il sell-off è iniziato.
La volatilità intraday:

si è accesa a inizio marzo e da lì continuano ad arrivare onde… insomma, mi sembra di capire che il vero tsunami non è ancora arrivato e la rottura dell’ultimo supporto:

apre la porta a nuovi scenari anche piuttosto catastrofici, visto che tutte le belle parole sulla fiducia dei mercati e la solidità del debito:

sono finite nella spazzatura in pochi giorni e il rischio di una nuova crisi del debito italiano (con una Bce tiratissima come quella di oggi) è sempre dietro l’angolo.
Ma andiamo per gradi, partendo dal Taylor di medio termine:

che sta seguendo piuttosto bene la discesa… 38.000 è un target credibilissimo per il medio termine, ma teniamoci aperti ad aggiustamenti al ribasso, perché se parte l’America, e lo scopriremo tra poche ore:

le ripercussioni sui mercati europei saranno tremende.
Intanto il Taylor sull’S&P 500 ribadisce la sua visione:

anche qui il peggio deve ancora arrivare e si balla ancora per un mese.
Ora c’è solo da stare short e/o aspettare il minimo.
Aspettiamo anche che si compia la discesa dei Bond (europei e americani):

e fra qualche settimana otterremo rendimenti molto allettanti.
Lo so, la cosa più difficile è stare fermi nella tempesta ma questa non è un’esercitazione, stiamo andando dritti alla resa dei conti.
GLOSSARIO
