Cosa sta succedendo sui bond americani?
Guardiamo i rendimenti decennali:

dopo una salita verso massimi dell’anno, una salita dovuta alle pressioni inflazionistiche che ha spinto tutte le scadenze più lunghe, abbiamo visto una discesa di 10 pb in un solo giorno, una discesa che ha immediatamente impattato l’Atlantic Spread, che è crollato:

e l’ euro, che si è rafforzato in accordo con il Taylor di medio termine:

in questo caso è intervenuta la manina del governo americano, che annunciando un buyback di 4 miliardi di dollari da settembre a novembre sulle scadenze 10-20-30y ha immediatamente schiacciato la curva:

certo, non stiamo parlando di un acquisto dalle dimensioni quantitativamente rilevanti però è stato in grado di movimentare le aspettative del mercato e si riaggancia a quello che abbiamo intuito nel report di ieri, e cioè che il mercato dei bond sta andando in sofferenza e in mancanza di una banca centrale collaborativa bisogna inventarsi qualcosa per incentivare gli acquisti.
Quindi, da una parte abbiamo i governi che hanno un dannato bisogno di liquidità per supportare il debito ( e i 4 miliardi di buyback sono una goccia nell’oceano ma forse utili a stimolare i prezzi al rialzo e attrarre altri acquisti) e dall’altra abbiamo le pressioni inflazionistiche che fanno alzare i rendimenti, soprattutto sulle scadenze lunghe.
Tutto questo, ovviamente, è conseguenza dei prezzi del petrolio:

che continuano a dare fuori di matta e a essere principalmente orientati al rialzo:

e i prezzi rimarranno alti almeno fino all’estate del 2027…
