C’è qualcosa che è successo nel 2020 e probabilmente ha a che fare con lo scossone generato dalla pandemia e dalla conseguente ondata di liquidità creata da tutte le banche centrali mondiali:

il petrolio, dall’essere un indicatore pressoché aderente al suo valore reale, ha iniziato a subire il peso dell’erosione inflazionistica, culminando nella fiammata delle ultime settimane dove certamente un rialzo dei prezzi è giustificato dalle condizioni geopolitiche ma il livello della speculazione in corso è rappresentato proprio dalla differenza tra valore in dollari e petrolio deflazionato.
Perciò il fatto che anche il petrolio oggi subisca più che mai la distorsione della speculazione e viaggi su prezzi totalmente avulsi dalla realtà è una cosa che rende ancora più complessa l’analisi del quadro generale dei mercati finanziari.
Infatti nel rapporto con le azioni:

dal 2022 c’è stato uno sgonfiamento inesorabile del valore reale sia della carta che della materia prima con il risultato che i portafogli sono rigonfi di attività finanziarie dal valore reale quasi irrisorio… e probabilmente è proprio per recuperare questa perdita di valore reale delle azioni che si è preso profitto sull’oro:

cosa che mi sembra conclusa già e comunque poco assennata visto che, come è immaginabile, anche il valore reale del denaro è sui minimi storici:

insomma, questo è il risultato di decenni di inflazione monetaria e finanziarizzazione dell’economia reale:
costa tutte tantissimo e vale tutto pochissimo perciò mi trovo molto in difficoltà a prendere decisioni di investimento e sono in attesa di un qualche segno di ritorno all’ordine.
La discesa dei prezzi obbligazionari potrebbe suggerire un ritorno sul rendimento fisso, ma anche qui l’inflazione pesa:

e la discesa dei prezzi potrebbe continuare ancora per qualche mese… o almeno finché non arriverà un banchiere centrale che adotterà misure più espansive.
E’ anche per questa prospettiva di discesa dei prezzi obbligazionari che la Borsa rimane aggrappata con le unghie:

ma rimandiamo a domani la previsione del Mib di medio termine.
