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3 febbraio ore 8.00: ... il P/E "giusto" delle borse...

Mi avete sempre sentito dire (in questi report e nei vari Club gialli) che il "premio per il rischio" da aggiungere al tasso risk-free, per arrivare al tasso di interesse cum risk (per intenderci quello della formula Pr= D / (I - g)) è, mediamente, del 5.0%.

... E non mi avete mai chiesto perché (?)...

Tale, dunque, è la fiducia che nutrite nelle mie affermazioni, che le prendete "a valore facciale" (senza metterle in discussione)?

Picciotti, se così è vi ringrazio della fiducia... ma sbagliate a fidarvi (di me come di chiunque altro)... è proprio grazie alla fiducia incondizionata che ispirano, che certi cialtroni riescono a coglionare gli altri (penso a Madoff, Tanzi... etc..).

Giù nel Sud, all'ombra dell'Etna, noi diciamo: ... 'ccu' si vaddò, si sabbò... (chi non si è fidato, si è salvato).

Ebbene, nel caso nostro c'è una maniera scientificamente (quasi) esatta di calcolare quel rischio. Ed è anche molto agevole, utilizza dati pubblici e facilmente riscontrabili da tutti.

Provate a pensarci... Io nel frattempo, anche se qui nevica, vado a prendere un caffè al bar.

........... Pausa caffè.........

Di ritorno... Ci avete pensato ed avete trovato la soluzione?

Si?

Vediamo se è la stessa di quella a cui ho pensato io...

La linea rossa rappresenta il tasso di interesse a lungo termine su un paniere di obbligazioni societarie (ricavato dall'Etf IBCX quotato a Milano e presente su tutte le piattaforme), mentre la linea nera rappresenta il tasso di interesse a lungo termine dei titoli di Stato AAA.

Avete già capito?

Il premio per il rischio azionario è: il tasso di interesse delle obbligazioni societarie, meno quello dei titoli di Stato AAA.

Pensateci un poco su, e vedrete che "il ragionamento fila"...

In figura sotto ho riportato quel tasso di rischio (differenza dei due tassi di cui sopra)...

...  e sapete qual è la media di lungo perido (5 anni) di quel tasso di rischio rappresentato dalla linea blu di figura sopra?

... Avete indovinato: il 5.0%.

Quindi, quel premio per il rischio azionario del 5.0%, non è un numero sparato ad minchiam, ma il risultato di un calcolo preciso, fatto su un lungo periodo di tempo (5 anni).

Torniamo alla nostra equazione: Pr: D / (I - g).

Supponiamo di applicarla a tutta l'Europa... che, negli ultimi 10 anni, ha avuto un tasso di crescita reale (medio) dell' 1.0%, un tasso di interesse risk-free del 2.0% ed un tasso di inflazione medio del 2.0%.

Quanto è stato il dividendo medio (negli stessi 10 anni)?

Il 50% degli utili netti (U).

Quindi: Pr= 50% U / (2.0% + 5.0% - (1.0% + 2.0%))= 50% U / 4.0%= 12.5 U

Cosa ho calcolato?

Il rapporto prezzo utili (Pr/U ovvero P/E per gli inglesi) ottimale (medio) delle borse europee... che è 12.5 (ovvero 50% / 4.0%).

Capito mi hai, compare?

In Europa, una borsa dovrebbe (in media) quotare 12.5 volte gli utili.

A questo punto potete calcolarvi da soli il Pr/U ottimale medio della Borsa italiana (crescita reale degli ultimi 10 anni= 0.25%) e quello di tutte le borse che vi interessano (vi basta trovare il tasso di crescita).

E dal confronto tra il Pr/U ottimale e quello reale, potrete dedurre se quella borsa è sopravvalutata o, al contrario, sottovalutata.

... Azzorrait??

Passiamo all'attualità della borsa italiana.

L'indice è sottovalutato (nel breve termine) dello 0.5% e, dunque, ci troviamo ancora in zona neutra (Hold)...

... significa: continuazione della tendenza in atto.

I cicli del volume (calcolati con il N.ro contratti ogni 15 minuti del Fib) ci dicono che l'intermedio partito ad inizio di gennaio...

... ha già compiuto due tracy e si trova sul terzo.

Tracciare i cicli usando il volume (invece che i prezzi) conduce a risultati nettamente migliori (più leggibili) rispetto a qualsiasi altro metodo. Ciò, come sappiamo, è una conseguenza diretta del fatto che i prezzi sono spesso manipolati, mentre i volumi non lo sono (o lo sono molto meno).

Quindi riepilogando sui cicli: primo T+2 (dell'intermedio in corso), secondo T+1 (del T+2), primo T (del T+1 in corso).

E le MM?

... stavolta l'atterraggio sulla MM di T+2 è stato abbastanza distante...

... circa 150 punti. Che significa?

Che la tendenza rialzista è molto forte: più di quanto fosse lecito attendersi.

Taylor Mib, Dax e S&P 500.

Dati macro del giorno.

Ora Paese Dato Precedente Atteso
02:00 Cina Pmi non manifatturiero a gennaio 56 -
03:30 Cina Hsbc servizi Pmi a gennaio 52,5 -
09:15 Spagna Pmi servizi a gennaio    
09:45 Italia Pmi servizi a gennaio 44,5 45
09:50 Francia Pmi servizi a gennaio (finale) 51,7 -
09:55 Germania Pmi servizi a gennaio (finale) 54,5 -
10:00 Europa Pmi composite a gennaio (finale) 50,4 50,4
10:00 Europa Pmi servizi a gennaio (finale) 50,5 50,5
10:30 Inghilterra Pmi servizi a gennaio 54 53,4
11:00 Europa Vendite al dettaglio a dicembre -2,4% a/a -
11:00 Italia Indice prezzi al consumo a gennaio (preliminare) +3,3% a/a -
14:30 USA Variazione occupati non agricoli a gennaio 200 150
14:30 USA Tasso disoccupazione a gennaio 8,5% 8,5%
16:00 USA Ordini fabbrica a dicembre +1,8% +1,2% m/m
16:00 USA Ism non manifatturiero a gennaio 52,6 53,3

Notizie flash.

Il Baltic Dry Index scende ai minimi degli ultimi 25 anni. L'indice che misura l'andamento dei costi del trasporto marittimo con un rosso del 2,65% ieri si è portato in quota 662 punti, 1 punto al di sotto dei 663 punti toccati lo scorso 5 dicembre 2008 ed il livello minimo dal 1986. L’indice da inizio anno ha perso il 39% ed il saldo degli ultimi 12 mesi evidenzia un rosso del 62%. Il Baltic Dry misura l'andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle navi dry (non liquido) bulk (sfuso). Nonostante il nome, non si tratta di un indice regionale ma rileva l’andamento dei costi del trasporto di circa 50 delle principali rotte mondiali. Si tratta di un indicatore utilizzato per rilevare l’andamento del mercato delle materie prime ed è quindi considerato dagli operatori una "proxy" dell'andamento dell'economia globale. Nelle ultime settimane la debolezza dell’indice era stata attribuita all’assenza degli operatori asiatici a causa della Festa di Primavera, visto che la crescita record registrata in Asia negli ultimi anni ha progressivamente portato quest’indice ad assumere una connotazione sempre più "orientale”. Nonostante le tensioni che continuano ad aleggiare sulla ripresa dell’economia globale, l’indice sconta anche pesanti problemi strutturali. Il maggiore è rappresentato dall’abbondanza di navi. Negli ultimi anni al rallentamento dell’economia ha fatto da contraltare il potenziamento delle flotte, che oggi nella maggior parte dei casi appaiono sovradimensionate rispetto alle esigenze di trasporto. "Il maggior problema è rappresentato dalla continua crescita delle flotte”, ha dichiarato Sverre Svenning, direttore della ricerca del broker  norvegese Fearnley Consultants. Secondo la britannica Clarkson, il primo broker marittimo a livello globale, le flotte quest’anno cresceranno del  14%, sovraperformando il +3% previsto per i volumi di carico trasportati. A maggio 2008, quando il Baltic Dry aveva raggiunto il record di 11.793 punti, una rinfusiera Capesize (120-210 mila tonnellate) era noleggiata a 200 mila dollari al giorno mentre una Panamax (65- 85 mila tonnellate) costava 100 mila dollari al giorno. Oggi per la prima "bastano” 7.500-8.000 dollari mentre per la seconda servono in media 5.515 dollari, ben al di sotto dei costi sostenuti per muovere le navi. Bisogna poi rilevare che il Baltic Dry misura l’andamento dell’economia con un certo ritardo, e non è adatto a pronosticare l’andamento futuro. Non a caso tra il gennaio ed il maggio 2008 l’indice aveva registrato un incremento del 128%. Alla luce di queste considerazioni è indiscutibile che i minimi degli ultimi 25 anni segnalino un calo della domanda ed anche se non è in arrivo un crollo dell’economia mondiale possiamo mettere in conto un rallentamento del commercio.