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3 Settembre ore 8.00: ... sarà double dip?

Apriamo il report di oggi con una "notizia flash": Bye bye double dip. Lo scenario di una doppia recessione per Eurolandia non fa parte delle proiezioni economiche della Banca centrale europea e del suo presidente Jean-Claude Trichet, che lo esclude anche per gli Stati Uniti. Nella conferenza stampa seguita alla riunione mensile del Consiglio direttivo che ha lasciato invariati i tassi di interesse all'1 per cento, il numero uno dell'Eurotower ha ribadito: "ho già detto che una doppia recessione non era nelle cose e ora sono anche più convinto".

Con tutto il rispetto ... non sono d'accordo ... per me un'altra recessione (double dip) è inevitabile.

Cercherò di spiegarmi molto semplicemente, evitando di ricorrere a formule complicate o modelli matematici complessi. Semplicità piuttosto che rigore matematico.

Supponiamo che gli abitanti del pianeta Terra siano 100, tutti lavorano nella stessa azienda e, dunque, siano al tempo stesso impiegati e clienti di quella stessa azienda.

... Seguitemi con attenzione giacché è perfettamente inutile "far finta" di occuparsi di Borsa, se non si comprendono i principi economici di base ... voglio dire: la Borsa riflette l'economia sottostante e, dunque, se non si capisce questa ... come cazzo si può sperare di capire quella?

Dicevamo cento abitanti, al tempo stesso dipendenti e clienti dell'unica azienda al mondo.

Quanto può essere al massimo il Pil mondiale?

Esattamente tanto quanto i 100 abitanti spendono: supponiamo che lo stipendio medio sia di 1000 euro anno, se tutti lo spendono per intero, il Pil sarà 100.000 euro.

L'azienda produttrice, dunque, incassa 100.000 euro l'anno, paga 100.000 euro di stipendi e, non avendo altre spese, chiude il bilancio in pareggio.

Semplice no?

Adesso supponiamo che 50 di quei 100 decidono di risparmiare il 10% del loro stipendio ... e, dunque, la spesa annua adesso sarà 95.000 euro ... il 5% in meno rispetto a prima.

Capite subito che questo crea un grosso problema: se l'azienda continua a pagare gli stessi stipendi di prima (100.000 euro complessivamente) "perde" 5000 euro l'anno.

E' inevitabile.

Cosa deve fare?

Può, ad esempio, continuare come prima e coprire quel buco di 5000 euro l'anno indebitandosi (ad esempio emettendo 5000 euro l'anno di bonds che saranno sottoscritti da quei 50 che hanno deciso di risparmiare il 10% del loro stipendio).

Mi avete capito bene?

In un'economia chiusa (nel senso che quell'azienda non può vendere ad altri clienti perché ... non esistono) il risparmio di uno, deve corrispondere al debito di un altro.

Avete appena letto uno dei più grandi problemi dell'economia di mercato ... di cui nessuno parla ... perché a nessuno interessa spiegarvi che il sistema "vi fotte inevitabilmente" se non capite come esso funziona.

... Non so se mi ho capito? ...

In teoria quella situazione potrebbe continuare all'infinito: l'azienda emette 5000 euro di bonds ogni anno, ed i risparmiatori li comprano ...

Il problema sorge quando i risparmiatori cominciano a storcere la bocca a causa dei troppi debiti che l'azienda ha accumulato ... e smettono di sottoscrivere altri bonds.

A quel punto quell'azienda deve correre ai ripari. Come?

Tagliando le spese (ad esempio licenziando 5 dipendenti e, quindi, risparmiando quei 5000 euro di bonds che prima emetteva), oppure aumentando i prezzi del 5% e, quindi, incassando 5000 euro in più.

Nell'uno e nell'altro caso, i dipendenti-clienti devono pagare; la festa è finita. Diversamente l'azienda fallisce ed il danno è ancora maggiore.

Avete capito cosa vi sto facendo immaginare?

Semplicemente il risultato finale del troppo debito ... chi prima ha approfittato della situazione (mettendo da parte denaro), adesso deve restituirli ... volente o nolente ... diversamente il sistema economico collassa completamente.

In altre parole: quando il debito complessivo diventa insostenibile (e, nel nostro sistema capitalistico incentrato sul profitto, prima o poi è inevitabile che ciò succeda), allora occorre ridurlo ... nella sola maniera possibile: prendendo a chi ha accumulato, a vantaggio di chi ha fatto debiti (per consentire a quelli di accumulare).

Riflettete su questo punto, perché qui c'è uno degli aspetti fondamentali del capitalismo che, inevitabilmente, conduce al default dei debitori (il default altro non è che una forma di prendere a chi ha accumulato, per ripianare i debiti di chi non può pagare).

Picciotti, cercate di seguire il ragionamento ... sforzatevi di capirne le implicazioni ... e se lo capite, finalmente vi risulterà chiaro perché i ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri sempre più miserabili ...

I ricchi lo sono diventati grazie alla loro COMPRENSIONE del sistema economico in cui vivono, che li ha portati prima ad accumulare e poi a sfruttare a loro vantaggio il default dei debitori, facendone pagare il conto ai poveri che, a causa della loro IGNORANZA, non capiscono come funziona il sistema e si trovano sempre dalla parte di chi paga il conto ....

In altri termini: se non sai giocare a poker (o qualsiasi altro gioco) è inevitabile che perdi. Se non conosci il sistema economico in cui vivi, è inevitabile che ... la piji costantemente 'nder culo ... che fuor di metafora significa che sei sempre dalla parte sbagliata, a fare le cose sbagliate ... e non mi riferisco solo alla Borsa, ma a tutte le decisioni economiche (la scelta del lavoro, l'acquisto della casa, le tasse, gli investimenti ... etc ...).

Eppure, il 99% delle persone che incontrate vi dirà quasi con orgoglio: "... ah no, io di economia non ci capisco niente ..." e, piuttosto che vergognarsi per quella grave ammissione, è come se quasi se ne vantasse ...

Nessuna meraviglia, dunque, se poi si scopre che sono sempre alla prese con difficoltà (economiche) crescenti o se si trovano coinvolti in tutti quei "bidoni" che, un minimo di conoscenza della materia, gli avrebbe consentito di evitare.

Risultato netto finale: i PDN hanno un sacco di denari (che crescono continuamente), non pagano le tasse (se non in misura simbolica) e si godono la vita. I QQQ, invece, sono sempre più disperati, pagano fino all'ultimo centesimo di tasse, si beccano tutti i "pacchi" in circolazione e sono sempre più incazzati.

La differenza tra i due?

I primi sanno come gira il fumo, i secondi si vantano di nan sapere un cazzo ...

Continueremo nei prossimi report ... inutile mettere troppa carne al fuoco.

Veniamo al trading.

... Ci troviamo, dunque, sul primo tracy-1 dell'intermedio in corso.

La figura seguente ripropone uno schema già visto altre volte: la sequenza max e min volumi e prezzi da cui si ricavano gli elementi per individuare le inversioni di tendenza ...

... l'argomento è stato oggetto di alcuni Club gialli e di alcuni report ... qui lo ripropongo a titolo di ripasso.

E' uno dei metodi più efficaci per individuare le inversioni di tendenza, è quasi del tutto sconosciuto alla quasi totatlità degli operatori di Borsa ... e consiste dell'ormai famoso (per i lettori di questo sito) principio: ... volumi e prezzi in fase= rialzo; volumi e prezzi in opposizione= ribasso).

Nel caso nostro, vi invito a seguire la sequenza da 1 a 6 (nell'ottica in fase ed in opposizione) e notare come fra 2 e 3 si matura l'inversione al ribasso e tra 5 e 6 l'inversione al rialzo.

Si parte da 1 (minimo - minimo) in fase (rialzo), si arriva a 3 (minimo - massimo) in opposizione (ribasso) e si approda a 6 (minimo - minimo) in fase (rialzo).

Ed i Pdn cosa stanno facendo?

... Dna e Taylor ...

... Ciclo tracy, Dna intraday ...

 ... Bund, Dax, Euro fx, S&P 500.

Dati macro del giorno.

Ora Paese Dato Precedente Atteso
09:45 Italia Pmi servizi ad agosto 49,6 punti -
09:55 Germania Pmi servizi ad agosto (finale) 58,5 punti -
10:00 Europa Pmi servizi ad agosto (finale) 55,6 punti -
11:00 Europa Vendite al dettaglio a luglio +0,4% a/a -
14:30 USA Tasso di disoccupazione ad agosto 9,50% 9,60%
14:30 USA Variazione salari non agricoli ad agosto -131mila -105mila
16:00 USA Ism non manifatturiero ad agosto 54,3 punti 53,5 punti

Notizie flash.

Il Fondo monerario internazionale sprona all'adozione di piani di aggiustamento credibili soprattutto per quei paesi, come l'Italia, che hanno limitati margini di manovra a causa della zavorra dell'alto debito. Secondo l'organismo di Washington le nazioni avanzate devono mettere in campo misure a lungo termine per controllare la piaga del debito. E lo devono fare ora, senza ricorrere a interventi che si rivelino efficaci solo nel breve. Non attecchisce al Fmi l'ipotesi proposta dalla stampa di una sospensione dei pagamenti sul debito (default) dei paesi europei periferici, bollata come "non necessaria, indesiderabile e improbabile". Il cuore del problema di questi paesi a ritmo lento per gli esperti del Fondo monetario internazionale non è l'onere del debito, bensì il deficit primario. Una motivo ritenuto abbastanza per dire che sospendere i pagamenti non avrebbe molto senso. E in quest'ottica il caso italiano è illuminante. L'alto debito in pancia al Belpaese, al 115,8% del Pil nel 2009 che secondo proiezioni è destinato a balzare al 124,7% nel 2015, limita gli spazi di manovra sul bilancio e rende il nostro paese, fra i paesi avanzati, uno di quelli con minore spazio fiscale. Secondo gli esperti del Fmi la distanza fra il debito attuale e il limite oltre il quale questo è insostenibile che serve per affrontare shock imprevisti è davvero risicato. Una situazione simile a quella in cui si trovano Giappone, Grecia e Portogallo. Il verdetto è che l'unico modo per uscire da questo pantano è un piano di correzione credibile. Diversa invece secondo il Fmi la situazione di Stati Uniti, Regno Unito, Irlanda, Spagna e Islanda, nonostante anche qui i margini di manovra si siano ridotti.