Sei il visitatore n. 70936

Nuova pagina

Home   scollegati   

9 settembre ore 8.00: ... l'oriente verso il 2012 ...

Sul Sole 24 ore di ieri, Martin Wolf (il capo commentatore economico del Financial Times) in un editoriale di prima pagina (Se Berlino va bene ringrazi l'eurozona), ribadisce con tutta la sua autorità internazionale, un concetto che io qui ho ripetuto fino alla noia: l'euro ha favorito spudoratamente la Germania che ne ha tratto vantaggio oltre ogni ragionevole pretesa.

Non solo, Martin Wolf mette anche in evidenza il danno che i paesi periferici (tra cui Spagna ed Italia) hanno avuto aderendo all'euro ... e, come se non bastasse, anche la beffa di sentirsi "graziati" dalla Germania che sembrerebbe avergli fatto un favore nel consentirgli di entrare nel Club dell'euro (mentre, in realtà, gliel'ha ficcata nel popò ...).

Leggetelo se i miei report al riguardo non vi hanno convinti; può essere che il suo indiscusso prestigio riesca dove io non sono riuscito.

Così come vale la pena di leggere i commenti di Beppe Pisanu (insieme a  Bruno Tabacci, una delle poche persone serie e competenti della politica italiana) sulla situazione economica dell'Italia e sull'irresponsabilità di andare ad elezioni anticipate in queste condizioni di perdurante bisogno da parte del tesoro di rinnovare il debito pubblico in scadenza.

Pisanu fa esplicito riferimento alla speculazione internazionale che, con il colpo in canna, non aspetta altro che un passo falso del governo in carica per attaccare il nostro paese (peggio di quanto fatto con la Grecia).

Pisanu appartiene ancora all'area berlusconiana del Pdl e, quindi, non può essere certo accusato di "complotto" contro l'attuale presidente del consiglio. Il suo, semmai, è il grido d'allarme di un politico con la testa sulla spalle, che ha capito i gravi pericoli che sta correndo l'Italia.

Ancora un volta, se non vi ho convinto io, leggete le stesse cose dette da un politico schierato a destra ... ufficialmente ancora con Berlusconi ...

Dove sta andando, e siamo passati alle Borse, il mercato azionario Cinese?

... e quello indiano?

... insieme danno un'idea molto efficace del prossimo (probabile) crollo ...

... che sembrerebbe "programmato" a cavallo tra fine 2010 ed inizio 2011.

Sappiamo che questo è "solo" il futuro più probabile ad oggi, ma anche che, per definizione, "il futuro può cambiare in qualsiasi momento" ... tuttavia, se questo futuro diventerà realtà, saranno anni molto duri quelli che separano le borse orientali (e non solo quelle) dal 2012.

Passiamo alla borsa italiana.

Il ribasso di questi giorni è, ovviamente, "atterrato" sulla MM tracy+1 ...

... e "ovviamente" significa che la teoria delle medie mobili, più volte riproposta sia in questi report, che nei vari Club gialli dedicati all'argomento, rende le medie mobili i target naturali delle correzioni sia rialziste che ribassiste e, in questo caso, la correzione sul ciclo tracy aveva quale target naturale la MM del ciclo superiore, ovvero tracy+1.

Parimenti, i Canali (stavolta costruiti con le MM centrate) ...

... costituiscono, anche loro, i target dinamici naturali dei movimenti dei prezzi.

E' quindi iniziato il secondo ciclo tracy dell'intermedio in corso?

Se così fosse, il ciclo appena terminato sarebbe durato poco più di sei giorni ... e, quindi, in teoria ci sarebbe ancora la possibilità che prima della sua fine, ci sia da attraversare un altro ciclo di tre giorni ...

Significa: 55% secondo tracy già in corso, 45% primo tracy ancora in corso.

Ciclo di tre giorni ...

... Dna intraday ...

... Dna e Taylor a medio termine ...

... Dax e Bund ...

... S&P 500 e euro fx ...

Dati macro del giorno.

Ora Paese Dato Precedente Atteso
07:00 Giappone Fiducia consumatori ad agosto 43,4 punti -
08:00 Germania Indice prezzi al consumo ad agosto (finale) +1% +1% a/a
13:00 Inghilterra Boe annuncio tassi 0,50% 0,50%
14:30 USA Nuove richieste settimanali disoccupazione 472mila 470mila
14:30 USA Bilancia commerciale a luglio -49,9 mld dollari -48 mld dollari
17:00 USA Scorte settimanali di greggio - -

Notizie flash:

Il mercato immobiliare non scricchiola più. Nei primi tre mesi del 2010 le compravendite sono risultate in crescita del 2,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno a 190.728 unità. Lo comunica l’Istat in una nota. L’istituto di statistica italiana evidenzia come il fenomeno per la prima volta metta in luce variazioni tendenziali positive, dopo una fase di discesa iniziata nel 2007. E’ però doveroso ricordare come il primo trimestre 2009 sia stato contrassegnato dalla maggiore contrazione delle compravendite avvenuta negli ultimi anni (-16,1%), per cui, sottolinea l’Istat, l’inversione di tendenza osservata nei primi tre mesi del 2010 non riporta ancora il volume delle transazioni ai valori precedenti la caduta. La maggior parte delle convenzioni stipulate nel periodo considerato, il 93,2%, riguarda immobili ad uso abitazione ed accessori, il 6,1% unità immobiliari ad uso economico. Il numero totale dei mutui è aumentato nel primo trimestre del 13,7% rispetto al primo trimestre 2009. L’Istat fa notare che è ripartita “la fase di ripresa tendenziale del fenomeno iniziata negli ultimi tre mesi dello scorso anno”. Anche in questo caso, però, la ripresa non è ancora sufficiente “ a recuperare i livelli antecedenti la discesa”. A raffreddare gli entusiasmi è arrivato il nuovo giudizio del Fondo Monetario Internazionale. Nella bozza del World Economic Outlook, gli economisti dell’istituto di Washington prevedono che la ripresa in Italia sia più lenta rispetto a quella in Germania e Francia, perché “un persistente problema di competitività limita lo spazio per la crescita dell’export e il programmato consolidamento fiscale indebolisce la domanda privata”. In questo quadro il Fondo Monetario prevede che l’Italia crescerà dello 0,9% nel 2010, mentre per il prossimo anno il Pil è visto a +1% rispetto alla precedente stima del +1,1%. Stime leggermente inferiori a quelle fornite ultimamente dal Governo italiano: +1% quest’anno e +1,5% nel 2011.

Gli analisti della Royal Bank of Scotland hanno ridotto, per la seconda volta, le stime di crescita globale per il 2011 che ora è vista sotto il 4%, mezzo punto percentuale in meno rispetto al dato precedente. Secondo Rbs l’anno prossimo la crescita del Pil statunitense si attesterà sotto al 3%, dal 3,6% precedente, la Zona Euro metterà a segno un +1%, dall’1,3%, mentre la Gran Bretagna registrerà un +1,9%, dal 2,2%.

Secondo quanto emerge dalla lettura del Beige Book, il rapporto con la copertina beige elaborato dalla Fed, l’economia statunitense nel corso dell’estate è cresciuta ad un ritmo “moderato”, inferiore a quello registrato in primavera. Il settore costruzioni, rileva la Fed, “ha risentito della fine delle agevolazioni fiscali” mentre per quanto riguarda il credito “nonostante la domanda rimanga debole, la qualità credito è leggermente migliorata”. Dal punto di vista dei prezzi, le pressioni inflazionistiche sono state definite “limitate”.