Sei il visitatore n. 98137

Nuova pagina

Home   Scollegati   

2 febbraio ore 8.00: ... wurstel con senape...

Mi scrive M.A: ... ma creare massa monetaria non significa creare inflazione? Quindi, che soluzione è iniettare nuova massa monetaria, se siamo già in una trappola della liquidità?

M.A. si riferisce evidentemente al report di ieri e osserva che dall'equazione M * V = P * Q se M aumenta, P aumenta anche, il che, aggiungo io, è vero solo se Q non aumenta... diversamente, se Q aumenta proporzionalmente a M, P resta costante.

Lo Stato, dice Keynes, deve "investire" nell'economia nuova massa monetaria per creare posti di lavoro e ricchezza (quindi aumentare Q)... in tal modo sopperisce alla mancanza di investimenti privati ed impedisce all'economia di scivolare in recessione ed ai prezzi di crescere e creare inflazione.

Mi spiego con qualche esempio: se lo Stato creasse nuova massa monetaria e la distribuisse ai suoi cittadini (attraverso, ad esempio, aumenti di stipendi e pensioni), questi si troverebbero con più denari da spendere e, quindi, la domanda di Consumi aumenterebbe.

Siccome: Pil= Consumi + Investimenti + (Esportazioni - Importazioni), all'aumentare della domanda di Consumi, il Pil aumenterebbe e, dunque, l'economia sarebbe di nuovo in espansione...

Giusto?

... Giusto un cazzo!

Perché?

Facendo in quel modo, lo Stato non avrebbe aumentato Q (la quantità di beni e servizi) e, dunque, la nuova massa monetaria farebbe solo crescere P (i prezzi)... cioè l'inflazione.

Il Pil aumenterebbe solo in termini nominali (cioè monetari) a causa dei prezzi più alti, ma resterebbe uguale in termini reali (cioè come quantità di prodotti e servizi disponibili)... e, quindi, lo Stato avrebbe solo creato inflazione...

Questo è quanto capitava negli anni 80... lo Stato italiano distribuiva generose pensioni (di invalidità, di anzianità...etc...) a "cani e porci" e, in più, attraverso la Cassa del mezzogiorno e l'Iri distribuiva (a pioggia) denari al Sud alimentando ogni sorta di ruberia, malversazione e corruzione.

Risultato?

Inflazione al 20%.

Ma quell'operazione non era in linea con il pensiero di Keynes, ma un libero adattamento di una brillante teoria economica alle necessità e vizi di una classe politica corrotta, che aveva nella "mazzetta" l'ispirazione principale per la sua vocazione (il che risultò chiaramente nei successivi processi, durante Tangentopoli).

Keynes, invece, sosteneva che lo Stato deve creare posti di lavoro e ricchezza attraverso investimenti produttivi.

Significa, per fare un esempio, finanziare il Ponte sullo Stretto ed il raddoppio e la messa in sicurezza dell'autostrada SA-RC, con nuova massa monetaria, per poi riscuotere i relativi pedaggi da quegli investimenti.

Riuscite a vedere la differenza col distribuire denari facili ai propri elettori, agli amici e gli amici degli amici?

Gli investimenti fatti creano "ricchezza" (aumentano Q), ritornano dividendi (i futuri pedaggi) e creano occupazione...

Questo è il vero Keynes.

Mi capite picciotti e picciotte?

E di investimenti simili se ne possono fare centinaia (ad esempio ammodernare tutta la rete ferroviaria del Sud, aumentare il numero di aeroporti in Sicilia, finanziare lo sviluppo dell'energia da fonti rinnovabili, etc...).

Creare posti di lavoro, ricchezza e ritorno economico.

E perché non si fa, se conviene a tutti?

Appunto perché conviene a tutti.

Se tutti hanno un lavoro da cui traggono abbastanza da viverci... nessuno può più essere sfruttato.

Quale neodiplomato o neolaureato accetterebbe un lavoro precario a 500 euro al mese, se avesse la possibilità di un lavoro a tempo indeterminato a 1500 euro al mese?

Quale operaio o impiegato si umilierebbe a vendere il suo tempo e la sua stessa vita, per 1100 euro al mese, e pagarne 800 d'affitto?

Se lo Stato "usasse" davvero il metodo Keynes e sconfiggesse la disoccupazione e la crisi, i "capitalisti finanziari" non potrebbero più sfruttare la "scarsità" dei posti di lavoro... la fame e la disperazione dei disoccupati, per spremerli ancor di più...

Esattamente come fanno le Multinazionali in Vietnam, Cambogia etc... dove pagano i bambini 100 dollari al mese per farli lavorare come schiavi, e poi ci vendono le loro scarpe (sto parlando di Nike) a 200 dollari al paio.

Non potrebbero commettere quell'infamia se laggiù, in quella parte di mondo disperato, ognuno avesse un lavoro "umano" e non fosse costretto ad accettare condizioni "bestiali".

Ecco perché l'Europa (la Germania) vuole riduzione di spesa ed aumento di tasse per ridurre il deficit: in tal modo "affama" di più le "colonie" (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia, etc...) e può "sfruttarle" ancora meglio.

Non è forse vero che un operaio tedesco guadagna il doppio di un italiano e, nonostante ciò, i tedeschi sono al minimo storico di disoccupazione e noi vicino al massimo?

Perché pensate che sia verificato tale fatto, apparentemente impossibile?

Ve lo dico io: aumentando le tasse e riducendo le spese, noi siamo in recessione già da anni, mentre loro crescono a ritmi sostenuti.

Ma davvero pensate che quelli sono più bravi, competenti e capaci di noi, tanto da riuscire nel "miracolo" di prosperare mentre altrove c'è crisi nera?

No cari picciotti, non è questione di "razza ariana" contro "razza mediterranea", è solo che ci hanno "fottuto" (ma non eravamo noi i furbi e loro i crucchi?)... e ci hanno fottuto alla grande. E continueranno a farlo, fintantoché questo paese non si sveglia, smette di guardare i grandi fratelli e le isole dei famosi e, finalmente, capisce come stanno le cose.

Ed allora (ma solo allora) ci giochiamo la partita... squadre in campo e palla al centro.

Ma se questo paese non si sveglia, continuerà a stare in quella posizione a 90° gradi, mutande abbassate, alla continua mercé del cetriolo tedesco... anzi, del wurstel... con senape (per facilitare la sodomizzazione).

... Non so se mi ho capito...??

Passiamo all'attualità della borsa italiana.

Voglio farvi notare come l'indice Mib stia seguendo perfettamente il suo fair-value...

... la linea blu, vedere report del 24 gennaio, è ricavata dall'equazione Pr= D / (I - g), dove I è il tasso di interesse cum risk (quindi Bund + spread)...

Vedete come i punti di svolta (al rialzo o al ribasso) si realizzino solo quando l'indice si allontana dal suo fair-value.

La linea rossa di figura sotto rappresenta la differenza tra l'indice ed il suo fair-value...

... ed indica svolta al rialzo tra Accumulate e Buy, svolta al ribasso tra Reduce e Sell, mentre indica continuazione della tendenza in atto nella zona Hold (zona neutra).

Cosa significa tutto ciò in pratica?

Che quando i Pdn conducono i prezzi molto in basso, lo fanno per comprare al meglio, mentre quando li spingono molto in alto, lo fanno per vendere al meglio.

E' un concetto che già conoscevamo "in teoria", ma adesso ne abbiamo conferma pratica e matematica.

Ma perché il fair-value raffigura così bene l'indice?

Perché lo spread (la misura del rischio) segue l'indice di borsa come un cagnolino...

... ora, se pensate che lo spread è la differenza tra Btp e Bund (quindi tassi di interesse che, in teoria, con la borsa non c'entrerebbero molto), mi spiegate per quale cazzo di motivo, 'sti due (borsa e spread) sembrano gemelli monozigotici?

Sono domande come questa che fanno la vera differenza tra comprendere davvero la borsa e far finta...

Torniamo alla famosa equazione: Pr= D / (I + g).

D (dividendo) è costante per tutto un anno, g (la crescita di lungo periodo) è costante per molto tempo (l'Italia è a crescita zero da almeno dieci anni), l'unica cosa che, dunque, fa muovere i prezzi di borsa nel breve termine, è il tasso di interesse.

Ora, il tasso di interesse è Bund a 12 mesi + spread...

Osservate il Bund a 12 mesi...

... avete capito?

Rispetto all'indice di Borsa (in questo caso il Dax) i tassi brevi sembrano immobili e, quindi, CIO' CHE FA MUOVERE L'INDICE E' IL RISCHIO... cioè lo spread.

Questa, secondo me, è la nozione di borsa più importante che vi sia capitato di leggere negli ultimi 12 mesi.

Certo, lo sapevamo che i prezzi di borsa scontano costantemente il rischio... ma non sapevamo (almeno io) che lo scontassero in modo così preciso... matematicamente preciso al punto da consentirci di postulare un principio matematico: nel breve periodo, l'andamento della borsa è inversamente proporzionale all'andamento dello spread.

E se vi sembra una cosa di poco conto, ricredetevi: è, molto probabilmente, una delle scoperte più importanti degli ultimi 3 anni e fareste bene a prestargli molta attenzione... cercando di capirne fino in fondo le implicazioni.

Taylor Mib e Dax.

Taylor Bund e Euro fx.

Dati macro del giorno.

Ora Paese Dato Precedente Atteso
00:00 Mondo AstraZeneca, CME Group, Deutsche Bank, LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton, Unilever: risultati    
11:00 Europa Indice prezzi produzione a dicembre +5,3% +4,3% a/a
14:30 USA Nuove richieste disoccupazione al 28 gennaio 377 -
16:00 USA Bernanke, Fed: discorso al comitato bilancio della camera    

Notizie flash.

La fusione tra Deutsche Boerse e il Nyse Euronext non è ammissibile per la legge sulla concorrenza. Così la Commissione Europea ha bloccato la fusione tra i due listini, tra il disappunto dei dirigenti tedeschi che in una nota commentano: "Oggi è un giorno nero per l'Europa e per la sua competitività sui mercati globali". La definizione del mercato della Commissione Europea, prosegue la nota, è irrealisticamente limitata e non rende giustizia alla natura globale della competizione sul mercato dei derivati. La nota di Deutsche Boerse sottolinea inoltre come la Commissione Europea neghi un'approvazione già data da altri enti regolatori europei e statunitensi.
L'ufficializzazione della proposta di fusione era stata avanzata circa un anno fa, lo scorso 15 febbraio, all'indomani dell'annuncio di un'altra fusione poi naufragata, quella tra London Stock Exchange e Borsa di Toronto. Deutsche Boerse e Nyse Euronext avevano annunciato un'operazione che avrebbe consentito la nascita del principale mercato di scambi a livello mondiale. La struttura dell'operazione prevedeva che gli azionisti di Deutsche Boerse avrebbero avuto circa il 60% della società nascente dalla fusione contro il 40% degli azionisti del Nyse.