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2 Marzo ore 8.00: ... lo zio Sam è fallito ...
A quanto ammonta il debito totale americano?
Circa 53 trilioni di dollari, pari a 4.5 volte il Pil. La componente più rilevante di questo totale è il debito delle famiglie che rappresenta il 30% del totale, ovvero il 135% del Pil.
In Italia, tanto per fare un paragone, il debito delle famiglie è pari al 30% del Pil: ovvero oltre quattro volte inferiore a quello americano.
Nel 1980 il debito totale americano era pari a 2.0 volte il Pil, nel 2000 3.3 volte, oggi 4.5 volte.
In questi pochi numeri, c'è il senso di tutta la tragedia finanziaria che sta andando in onda sui mercati mondiali.
La straordinaria crescita dell'economia americana, dalla Reaganomics fino all'infausto tempo di Bush junior, si spiega (molto semplicemente) con uno altrettanto straordinario aumento del debito da 2.0 a 4.5 volte del Pil.
E mentre che il debito cresceva ad un tasso del 2.4% l'anno oltre il Pil (ovvero cresceva ad un tasso quasi doppio del Pil), la massa monetaria (M1) cresceva ad un ritmo del 5.0% l'anno (figura sotto) ....

.... In sostanza: da Paul Volcker a Ben BernanKe, passando attraverso il fondamentale contributo di Alan Greenspan, la Federal Reserve ha fornito il "materiale" per rendere possibile questo straordinario (ed irrimediabile) aumento dell'indebitamento americano.
Sto dicendo, se ancora non fossi stato sufficientemente chiaro, che lo zio Sam è fallito: il rientro da quel debito mostruoso è impossibile per vie ordinarie ... e, dunque, si impone il ricorso a vie straordinarie ... il default, una guerra, oppure una forte fiammata inflazionistica.
Giovinotti, vediamo se riesco ad essere più esplicito: gli Stati Uniti, oggi, restano in piedi grazie allo schema Ponzi (la catena di S. Antonio) ... finché la Cina ed il Giappone gli fanno credito, riescono a tirare avanti; quando smettono, la potenza americana si sbriciola.
Il debito estero americano, difatti, sfiora i 5000 miliardi di dollari ... (tre volte il Pil italiano) ed è detenuto al 20% dai cinesi ... che sono diventati i maggiori finanziatori dei "consumi" americani. Quando quelli smetteranno di finanziarli, quegli stessi consumi si ridurranno drasticamente ed il dollaro varrà come la carta straccia.
Già, perché, se non l'aveste capito questo è il motivo per cui è nato l'euro: fornire ai grandi investitori un'alternativa al dollaro che, prima o poi, con quei numeri alle spalle e l'immensa montagna di carta su cui poggia, potrebbe diventare "carta igienica".
Quasi tutti i grandi esportatori del pianeta (dagli sceicchi arabi ai "compagni capitalisti" cinesi) sono alla ricerca di un altra moneta alternativa, perché neanche l'euro basta (da solo) a reggere gli scambi mondiali ... tutti, cioè, guardano lontano e "aspirano" ad abbondare il greenback ... o almeno, ridurre drasticamente l'esposizione verso questa valuta.
E, intanto, poco alla volta, convertono i propri crediti in euro, franchi svizzeri, yen, rand, dollari australiani ... con lo stesso metodo con cui si "distribuisce" in Borsa: molto lentamente per non farsi male da soli e rifilare la sola ai QQQ che comprano.
Dovremo ancora ritornare su questo argomento, perché da qui partirà la prossima grande crisi finanziaria dei prossimi anni.
Passiamo alla Borsa italiana che (vedere report di ieri) dovrebbe trovarsi sull'ultimo tracy ....




Dax ...

S&P 500 ...

.... Euro fx ...

... Bund ...

.... Ciclo di tre giorni ...

Taylor intraday ...

Previsione apertura: +0.16%

Dati macro del giorno.
| Ora | Paese | Dato | Precedente | Atteso |
| 00:00 | Mondo | Bouygues, Erg Renew: risultati trimestrali | ||
| 00:30 | Giappone | Tasso disoccupazione a gennaio | 5,1% | 5,1% |
| 11:00 | Italia | Indice prezzi al consumo a febbraio (preliminare) | +1,3% | +1,3% |
| 11:00 | Europa | Indice prezzi al consumo (stima) a febbraio | +1% | +1% |
| 11:00 | Europa | Indice prezzi produzione a gennaio | -2,9% | - |
| 20:00 | USA | Beige Book della Federal Reserve |
Notizie flash:
Continua la contrazione dei prezzi, aumenta la presenza di investitori, e migliorano le aspettative del mercato. E' questo in sintesi l'andamento del mercato immobiliare italiano tracciato dall'ufficio studi Gabetti. "La diminuzione dei valori è rallentata - si legge in una nota -, soprattutto nelle metropoli, in un contesto di ridimensionamento sensibile del numero di transizioni". Nei capoluoghi la contrazione è stata di circa il 2,3% nel secondo trimestre 2009, mentre le metropoli, Roma (-3,2%) e Milano (-2,6%), hanno messo a segno cali più marcati rispetto alla media. Hanno tenuto meglio le zone semicentrali servite, in confronto a quelle periferiche e dell'hinterland, dove si è confermato un eccesso di offerta nuovo.
Il Ministro delle finanze greco, George Papaconstantinou, ha dichiarato al
quotidiano tedesco Handesblatt che l’esecutivo di Atene ha pronto un pacchetto
di misure per far rientrare nei ranghi il buco di bilancio. Secondo i ben
informati sarebbe previsto un incremento dell’imposizione fiscale ed un taglio
della spesa pubblica.