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13 ottobre ore 9.10: ... che fine faranno i nostri soldi?
Le e-mails che ricevo di questi tempi, vertono (com'è naturale) sulla crisi in corso e, soprattutto sulle sua evoluzioni future; chi mi scrive vorrebbe "conoscere" il futuro, in modo da prendere oggi quei provvedimenti che salveranno domani i suoi risparmi.
Proverò, dunque, a fare nel report di oggi qualche ipotesi sui probabili punti d'arrivo della crisi finanziaria in corso, in maniera da rispondere (ben sapendo che prevedere il futuro lascia ampi margini di "indeterminazione") alle domande che mi sono state poste.
Innanzitutto il "sentiment"; mi scrive E.P: ...... sento parlare del sentiment di mercato che rappresenterebbe l'opinione delle masse, ma nessuno è mai riuscito a spiegarmi cosa è ......
Dalla Repubblica di ieri (Il paese nella morsa della sfiducia di Ilvo Diamanti) traggo (da pag.13) il sondaggio condotto da Demos & Pi su 1313 persone (di ogni estrazione sociale) cui è stata posta la domanda: "oggi è inutile fare progetti impegnativi per sé e per la propria famiglia, perché il futuro è incerto e carico di rischi" (questa stessa domanda è riproposta periodicamente, in modo da "tastare il polso" degli italiani circa la loro percezione del futuro").
Il risultato è presentato in figura sotto.......

....... a dicembre 2006 solo il 39.6% degli italiani rispondeva "si" alla domanda in oggetto, mentre nel mese in corso, il 60.3% si sono dichiarati d'accordo.
Vedete in figura sopra come il "sentiment" (la percezione del futuro) della massa degli italiani sia direttamente proporzionale all'andamento della borsa: borsa in salita - italiani ottimisti, borsa in discesa - italiani pessimisti.
Vedete anche che le inversioni di tendenza della borsa, si realizzano nei punti estremi di ottimismo o pessimismo della "massa".
Significa che, al momento (pessimismo massimo), siamo intorno al punto di svolta (da ribasso a rialzo).
Torniamo al probabile futuro dei nostri risparmi (sui quali gli italiani oggi hanno serie preoccupazioni).
Avranno ancora valore i "soldi di carta"?
Il rischio di un "default globale della carta", ovviamente esiste (l'unico valore del denaro che circola oggi, risiede nella "fiducia" che tutti noi riponiamo in esso. Il giorno in cui noi non avessimo più fiducia e non lo accettassimo più come "strumento di scambio", il denaro diventerebbe carta straccia).
Siccome io ritengo che nessuno è talmente stupido da ..... "tagliarseli per far dispetto alla moglie" ..... , credo anche che, prima ancora che quell'eventualità si verifichi, dovremo assistere ad un massiccio spostamento verso altre "forme di denaro".
In sostanza: prima del "grande default" (eventualmente si verificasse) "quelli che sanno" (qui li chiamiamo i PDN) sposterebbero tutti i loro averi nella "nuova forma" di denaro.
Qual è questa nuova forma?
L'unica cosa che, al momento, mi viene in mente è l'oro.
La situazione, dunque, diventerebbe critica quando il prezzo dell'oro (espresso in usd, in euro o in qualsiasi altra valuta cartacea) andasse alle stelle a causa degli acquisti massicci da parte di chi avrebbe deciso di "uscire dalla carta".
Per accorgercene in anticipo, noi disponiamo del Taylor di lungo periodo dell'oro ........

........ il quale ci "informa"
che, una tale eventualità potrebbe verificarsi tra il 2010 ed il 2013.
Vediamo, in particolare, che in quegli anni l'indice di borsa (la linea blu sotto riproduce l'indice "Sole 24 ore") si avviterebbe su se stesso in maniera mai vista prima ........

........ mentre il prezzo dell'oro (linea rossa) andrebbe alle stelle.
Proviamo ad "intuire" il motivo di quell'eventuale (possibile) comportamento, notando che il prezzo dell'oro aumenta considerevolmente in periodi di grande inflazione (troppa carta in circolazione). Le due figura precedenti mostrano un massimo precedente, all'inizio degli anni ottanta del secolo scorso, quando l'inflazione italiana sfiorava il 20%.
Se questo dovesse ripetersi, significherebbe che gli anni dal 2010 al 2013 dovrebbero essere caratterizzati da alti tassi di inflazione, derivanti dalla "produzione" di troppa "carta moneta".
Adesso facciamo una pausa, un bel respiro, e poi riflettiamo per un istante in santa pace: qual è il risultato di tutte queste azioni di salvataggio bancario in essere (piano americano, europeo, inglese, etc...)?
Gli Stati si fanno carico degli oneri relativi ai salvataggi delle banche in dissesto, con importi dell'ordine delle migliaia di miliardi di dollari: cifre impressionanti pari al Pil di grandi nazioni come l'Italia.
E da dove proverranno quei piccioli?
Per non provocare sconquassi finanziari, dovrebbero provenire da maggiori imposte o da risparmi di spesa dei bilanci pubblici.
Ma (ed è facile l'appunto da "primo della classe") come si fa ad aumentare le tasse o ridurre le spese pubbliche in mezzo ad una recessione che già s'annuncia molto severa?
Non si può! Si rischierebbe una grande depressione.
E allora .....???
Allora si stampa altra carta .........!!
La zecche di tutto il mondo cominciano a girare a pieno regime e "forniscono" tutta la carta di cui c'è bisogno: sicché, senza aumentare le tasse o ridurre le spese, i vari governi si presentano ai loro cittadini cinti dall'aureola dei salvatori della patria e del mondo.
Ma, come sappiamo, se ci sono tre mele in circolazione e tre biglietti da un euro, ogni mela costerà un euro. Se poi i "pezzi di carta" diventano sei (perché la Banca centrale ne ha stampati altri tre) e le mele restano sempre tre, allora ogni mela costerà due euro. L'inflazione, dunque, a causa della troppa carta in circolazione, sarebbe "schizzata" al 100%.
I rimedi che si stanno "decidendo" in questi giorni, dunque, rappresentano la premessa di un periodo di grande inflazione, da cui discenderebbe la "fuga dalla carta verso l'oro" di cui s'è detto prima.
Se così fosse, allora il rischio di vedere evaporare i propri denari, diventerebbe molto concreto e, quindi, dovremmo seriamente mettere in atto le opportune contromisure (fuggire anche noi dalla carta).
Spero di essere riuscito a spiegarmi senza creare eccessivi patemi d'animo a chi mi legge e ribadendo, per la milionesima volta, che ogni "ipotesi sul futuro" rappresenta delle probabilità, e in nessun caso delle certezze.
In altri termini: è sacrosanto riflettere sui possibili scenari futuri, ma è insensato precipitarsi a comprare oro e "svendere" la cartamoneta prima del necessario (nel caso in cui lo scenario in questione si realizzasse).
E' certamente necessario monitorare costantemente tutte le variabili in gioco (oro, borse, tassi d'interesse etc...), ma è stupido farsi prendere dalla frenesia del "primo della classe" e buttarsi avventatamente sulle soluzioni che sembrano opportune, prima di ricevere le conferme del caso.
Passiamo al trading.
Bund.....



..... Euro fx.....



..... azionario italiano.



Notizie flash:
Royal Bank of Scotland Group Plc, HBOS Plc,
and Lloyds TSB Group usufruiranno di un'iniezione di risorse finanziarie da 37
miliardi di sterline da parte del governo britannico. Lo stanziamento dei fondi
permetterà alle banche di sostenere i loro coefficienti Tier 1 ratio a oltre il
9 per cento. Lo ha annunciato il governo Brown questa mattina prima
dell’apertura dei mercati dopo una ridda di indiscrezioni apparse sui principali
quotidiani del Regno Unito durante lo scorso fine settimana. "Di fronte alla
continuativa ed eccezionale instabilità dei mercati finanziari, il governo ha
deciso di prendere questa decisione", ha fatto sapere il Tesoro Uk. "Il fine di
questa misura è quella di sostenere la stabilità del sistema". L’operazione
trasformerà il governo nel maggiore azionista di due dei principali istituti del
Paese, ovvero la Royal e la Halifax.