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31 gennaio ore 8.00: ... come il 1942...

E come dovrebbe muoversi il Bund nel lungo periodo (vedere il report di ieri per il medio termine)?

Taylor ipotizza un percorso (più o meno) come in figura sotto...

... che deve essere raffrontato con l'andamento di borsa (Dax) per verificare che massimi e minimi coincidano (Shark's jaws)...

... massimo del Bund nel 2013, in concomitanza con il minimo di borsa...

E l'oro?

... anch'esso diretto al 2013 come se quello fosse ciò che i fisici chiamano un "attrattore"... in quell'anno dovrebbero realizzarsi importanti massimi e minimi di lungo periodo... e li l'oro dovrebbero fare il massimo da "scoppio bolla" (l'andamento parabolico, vedere linea rossa sopra, è tipico dei mercati "in bolla").

E il dollaro americano?

Anch'esso sembra attratto dal 2013...

... dove fare il minimo (ovvero il massimo dell'euro sul dollaro) del ciclo quinquennale in corso.

Dunque il 2013 sarà un anno speciale?

Nel nostro riferimento storico...

... il 2013 corrisponde al 1942... ed i previsti minimi e massimi dovrebbero corrispondere al grande minimo della primavera del 1942, quando, dopo l'attacco a Pearl Harbor del dicembre 41, americani e giapponesi, a Midway, diedero vita alla più grande battaglia aeronavale di tutti i tempi.

Vinsero gli americani e fu l'inizio della fine per l'impero del Sol levante.

Poi, nell'estate di quel fatidico 1942, iniziò la battaglia di Stalingrado (la più grande battaglia terrestre della storia umana), in cui l'armata rossa annientò la wermacht nazista, segnando una svolta nella guerra e nel destino del terzo reich.

E, quindi, in autunno, inglesi ed italiani si affrontarono ad El Alamein. E gli inglesi vinsero aprendo le porte per lo sbarco alleato in Sicilia nell'anno seguente.

Il 1942, dunque, fu l'anno in cui si decisero le sorti della seconda guerra mondiale e, sulla base di quel riferimento, dovremmo supporre che anche il 2013 sarà l'anno della svolta... inizierà una nuova era... migliore di quella che si andrà a concludere.

Cosa cambierà?

Non è ancora chiaro, anche se molte novità si intuiscono già. Ma avremo tempo di parlarne ancora; inutile prenderla tanto alla lontana.

Veniamo all'attualità della Borsa italiana cominciando dal fair-value di breve periodo ...

... che, al momento, vede l'indice sottovalutato dello 0.25% (posizione neutra).

Interessante l'evoluzione sulle medie mobili...

... con l'indice che ha rotto (ovviamente al ribasso) la MM rappresentativa del cicli T+1 e dovrà atterrare sulla MM del ciclo T+2.

Perché "ovviamente"?

La regola generale (ripetuta tante volte in questi report e nei Club gialli) è che la MM del ciclo superiore funge da supporto in una tendenza al rialzo e da resistenza in una tendenza al ribasso.

E quindi: quando un ciclo "gira" al ribasso, la sua MM deve essere penetrata al ribasso... mentre quando "gira" al rialzo la sua MM deve essere penetrata al rialzo (questa è una delle regole più importanti e meno conosciute dell'analisi tecnica e consente di "posizionare con buona approssimazione" i target delle reazioni rialziste o ribassiste).

Osservate la figura sotto...

... penetrata la MM di T+1, l'obiettivo è l'atterraggio "intorno" alla MM di T+2 (che, nel frattempo, sta andando incontro all'indice).

E se la MM di T+2 fosse anch'essa penetrata al ribasso?

Significherebbe che anche questo ciclo avrebbe girato al ribasso... e questo sarebbe un grosso problema per l'interpretazione ciclica che ho dato nel report di ieri (cicli dall'intermedio al biennale tutti al rialzo).

Voglio dire che se il ciclo T+2 girasse al ribasso... avrebbe fatto il suo massimo sul primo T+1... e, quindi, anche l'intermedio avrebbe fatto il suo massimo sul primo T+1...

Capite bene che, in queste condizioni, sarebbe difficile sostenere quell'interpretazione (cicli dall'intermedio al biennale tutti al rialzo).

Ecco perché questa regola sulle MM è fondamentale.

Taylor Mib e Dax.

Dati macro del giorno.

Ora Paese Dato Precedente Atteso
00:00 Mondo Banco Santander, Benetton Group, CNH Global, Eli Lilly, Enel, Mattel: risultati    
00:30 Giappone Tasso di disoccupazione a dicembre 4,5% 4,5%
00:50 Giappone Produzione industriale a dicembre (preliminare) -4,2% -5% a/a
06:00 Giappone Pmi fiducia a gennaio 45,6 -
08:45 Francia Prezzi produzione a dicembre +5,6% a/a -
08:45 Francia Spesa per consumi a dicembre -2,1% a/a -
09:00 Spagna Indice prezzi al consumo a gennaio (preliminare) +2,4% a/a -
09:55 Germania Tasso disoccupazione a gennaio (preliminare) 6,8% 6,8%
10:00 Italia Tasso disoccupazione a dicembre (preliminare) 8,6% -
11:00 Europa Tasso disoccupazione a dicembre 10,3% 10,4%
11:00 Italia Prezzi alla produzione a dicembre +4,5% a/a -
15:00 USA S&P/Case Shiller prezzi case a novembre -3,4% -3,2% a/a
16:00 USA Fiducia consumatori a gennaio 64,5 68
16:00 USA Revisione serie storica Ism    

Notizie flash.

Prosegue il trend di discesa dei rendimenti dei titoli governativi assegnati nelle aste del Tesoro in questo primo scorcio del 2012. L'asta di Btp tenuta ieri ha visto i titoli a 10 anni assegnati a un rendimento medio in calo di quasi 1 punto percentuale rispetto a un mese fa con l'assegnazione di titoli governativi a media-lunga scadenza per complessivi 7,475 miliardi di euro, nella parte alta del range 5,5-8 mld indicato dal Tesoro. Reazione contenuta del mercato con lo spread tra Btp decennali e Bund tedesco con analoga scadenza che si mantiene in rialzo in area 430 punti base con il rendimento del Btp decennale in rialzo al 6,12%.

Si prospetta una nuova settimana sotto stress per l’Eurozona perché torna a salire la tensione sul fronte greco. Secondo quanto riportato dal Financial Times, e poi rilanciato dalla stampa internazionale, la Germania, senza molti giri di parole, avrebbe avanzato l'ipotesi di un commissariamento di Atene. In particolare la proposta arrivata da Berlino riguarderebbe il trasferimento nella mani dell'Europa (quindi della Germania) delle decisioni in tema di politica fiscale.

Il Pil italiano si contrarrà dell'1% nel 2012 con un aggravio sui redditi dei cittadini. Sono gli effetti collaterali del decreto salva-Italia varato dal governo Monti secondo l'agenzia di rating Moody's. In uno studio l'agenzia avverte che la disoccupazione salirà all'8,8% (dall'8,2% del 2011) e spiega di attendersi una contrazione dei prezzi degli immobili a causa dell'aumento dell'imposizione sulle proprietà immobiliari.