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1 marzo ore 8.10: ... Wall street è più forte dell'Europa ...
Il secondo esaritmico del terzo tracy+2 (e, quindi, il sesto ed ultimo esaritmico dell'intermestrale in corso) del Dax volge al termine ...

... in pratica: dovremmo trovarci nel "probabile" futuro (del Dax) indicato dal Taylor sotto.

La stessa analisi, conduce allo stesso risultato sul S&P/Mib ...

.... che, tuttavia, sembra avere una "forza" minore del S&P 500 ....

.... gli indici europei, dunque, sembrano essere meno "forti" di quelli americani ... almeno in questa fase.
Perché?
A causa del dollaro ....


.... la valuta americana sta attraversando un periodo di relativa "forza" e, di conseguenza, "attira" più investimenti sulle attività denominate in dollari ... quindi anche sulle azioni a stelle e strisce.
E' un carry-trade al contrario ...
La figura seguente mostra gli inversi del Bund e dei Treasury Bonds americani ....

.... inversi che, come sappiamo, sono rappresentativi dei tassi di interesse.
Ebbene: i tassi europei sono scesi fino al minimo trimestrale, mentre quelli americani sono rimasti su livelli relativamente alti.
Perché questo è successo?
Ritornate alla prima tabellina del report di venerdì scorso: la Bce sta stampando più carta della Fed ... e la conseguenza non può che essere maggiori tassi in America rispetto all'Europa.
I tassi maggiori spostano investimenti sulla valuta americana e, da qui, oltre al rafforzamento del dollaro, anche la migliore performance della Borsa americana.
Tutto, come è evidente, deve essere collegato.



Ciclo di tre giorni sull'indice italiano ...

Apertura prevista: +0.4%.

Taylor intraday ....

Dati macro del giorno.
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Notizie flash:
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Il ministro delle Finanze indiano,
Pranab Mukherjee, ha rimarcato come l’India conti di sorpassare la Cina
nell’arco dei prossimi 4 anni come Paese a maggior tasso di crescita.
L'obiettivo è quello di arrivare a un tasso di crescita a doppia cifra.
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Inizio di settimana in difficoltà per il
dollaro che cede terreno rispetto a tutte le altre principali valute. Il ribasso
è dovuto alla discesa a sorpresa delle vendite di case esistenti a gennaio
(-7,2% a gennaio).