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24 febbraio ore 8.10: ... dalla Svizzera alle Borse ...

Che sta succedendo al franco svizzero?

Andiamo a chiederlo al suo Dna ....

.... il quale ci risponde che ci troviamo in una fase di inversione a sette anni ... quei famosi sette anni biblici delle vacche magre e delle vacche grasse ... (sulla cui autenticità non potrei giurarci ... ma fa tanto fico fare citazioni estratte dal Vecchio Testamento).

A da quel Dna ricaviamo il Taylor ....

.... da cui sembrerebbe che quei denari stiano per uscire dai caveaux delle banche svizzere, per andarsi a posizionare sui mercati finanziari mondiali ... Il franco, lo sappiamo, è il rifugio ultimo in tempi di turbolenza ... ma quando torna il sereno, viene abbandonato come quelle donne che vanno bene nelle sere di sconforto, quando il mondo sembra riservare solo amarezze, ma che si lasciano all'alba, quando una notte di oblio ha attutito le asperità dell'animo verso la vita.

Leggiamola questa indicazione insieme al sentiment della Borsa ....

.... che ci preannuncia una stagione di "speculazioni azionarie", favorita da un migliore clima economico, dopo il grande panico del 2008, inizio 2009 ...

In poche parole: i soldi in Svizzera non li tengono solo i PDN ... ma anche i QQQ ... e costoro sembrano pronti ad impiegarli in Borsa.

Ed il rand?

Qui ci stiamo dirigendo verso il massimo ciclico della valuta sudafricana (il quale in figura sotto è, ovviamente, un minimo) ....

.... che, tradotto in Taylor significa ....

.... Dietro il rand, come sappiamo, c'è la "potenza" dell'oro ....

.... e, quindi, il massimo su quella valuta, dovrebbe anticipare il previsto massimo sul metallo giallo.

Spostiamoci sul trading.

Sembra in linea con ciò che sta accadendo sui mercati azionari  il relativo Taylor sul S&P/Mib ...

... e dal punto di vista ciclico ci troviamo sul sesto (e ultimo) esaritmico (tracy+1) ....

 .... nei pressi dell'ultimo tracy .....

..... in sostanza: niente di nuovo rispetto a quanto sappiamo già ... e la stessa cosa che sta capitando sul Dax ....

.... ma, ovviamente (serve ancora ricordarlo?), la possibilità di un'inversione anticipata (troncatura) è sempre presente ... e non saranno certo Taylor o il battleplan a fermarla se ... vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole ....

In questo caso, l'unica cosa che possiamo fare è "accorgercene il prima possibile" ...

E come ce ne accorgiamo?

Da molti "indizi" ... volumi, prezzi, indicatori ... etc... ma soprattutto monitorando il comportamento dei Pdn ...

... se la linea blu (la cui costruzione è stata spiegata al Corso di Sabato 13 scorso) diverge dall'andamento dell'indice, significa che i Pdn stanno "ciurlando nel manico" ...

Euro fx ...

... Bund ...

Previsione apertura Milano: +0.2% ...

... Taylor Intraday ...

Dati macro del giorno.

Ora Paese Dato Precedente Atteso
00:00 Trimestrali Accor, Danieli, Espresso, Iberdrola, Iberia, Mediobanca, Telecom Italia Media, Tenaris, Thomson Reuters    
08:00 Germania Gfk, fiducia consumatori a marzo 3,2 punti 3,1 punti
08:00 Germania Lettura finale del Pil IV trimestre +0% +0%
10:00 Italia Vendite al dettaglio a dicembre -1,30% -
11:00 Europa Nuovi ordini industriali a dicembre -0,5% +7,6%
13:00 USA Mba richieste settimanali ipoteche -2,10% -
16:00 USA Vendite case nuove a gennaio 342mila 351mila
16:30 USA Scorte settimanali greggio - -

Notizie flash:

Si è fermato la serie di rialzi dell’indice Ifo tedesco, che durava ormai dall’aprile 2009. L’istituto di ricerca tedesco ha reso noto ieri che l'indice Ifo business climate di febbraio è sceso a quota 95,2 punti. Le attese erano invece per un rialzo a quota 96,1 punti dai 95,8 del mese precedente. In calo anche l’indice sulle stime correnti passato da 91,2 a 89,8 punti, mentre l'indice sulle aspettative è lievemente salito da 100,6 a 100,9 punti. L'indice Ifo è un’indagine condotta tra le principali aziende sulla situazione attuale dell'economia e le aspettative che hanno per il futuro. Il dato è un indicatore dello sviluppo economico. Risultanze che hanno frenato parzialmente la corsa dell’euro che prima del dato era arrivato a toccare un massimo a 1,369 nei confronti del dollaro. A guidare i mercati valutari, con il dollaro in calo rispetto alle altre principali valute, le attese di una politica monetaria ancora molto accomodante dal parte della Federal Reserve, con livello dei fed funds ancora prossimo allo zero. Il mercato guarda  soprattutto a quanto dirà oggi nell’audizione al Congresso Usa il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke.