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11 Marzo ore 8.10: ... il castissimo Sensex ...
Martedì scorso abbiamo visto la Borsa cinese (attraverso l'indice SSE), oggi vediamo quella indiana attraverso il Taylor sul Sensex ... che non è un ... preservativo (come qualche "malizioso" lettore, sempre pronto ad afferrare il senso equivoco delle parole, potrebbe immaginare), ma il castissimo indice della Borsa di Bombay ....

.... le previsioni, com'è ovvio, sono molto simili a quelle cinesi e la figura seguente ne mostra l'evidenza ....

.... entrambi i mercati sono esplosi nel 2004 - 2005, hanno fatto un massimo "iperbolico" a cavallo tra il 2007 ed il 2008, e sono crollati pesantemente nel 2008 - 2009.
Entrambi, adesso, stanno recuperando parte delle perdite subite e le previsioni a medio-lungo termine "raccontano" di un prossimo massimo nel secondo semestre di quest'anno e, quindi, di una successiva, forte caduta.
Entrambi quegli indici rappresentano economie in piena espansione, incentrate sull'export che, diciamolo pure, è facilitato da salari straordinariamente bassi e tassi di cambio artificialmente sottovalutati.
Cina ed India, rappresentano poco meno di metà della popolazione mondiale e all'incirca il 5% del Pil planetario ... significa che dovranno crescere di circa 9 volte, per arrivare ad esprimere "pienamente" il peso della loro popolazione anche sul piano economico.
Serve ricordare che, i due paesi insieme, prima della rivoluzione industriale del 18.mo secolo, hanno rappresentato, dalle origini della storia, circa il 75% della ricchezza della Terra; la suddetta rivoluzione industriale, però, ha cambiato la faccia del pianeta e li ha relegati al ruolo di paesi del terzo mondo.
Nell'ultimo decennio, tuttavia, hanno cominciato a ri-svegliarsi e, a grandi falcate, stanno andando a riprendersi il posto che era loro.
E sembra una marcia inarrestabile; e se gli americani vorranno mantenere il predominio mondiale, dovranno riuscire a fermarli, soprattutto la Cina che, al ritmo attuale, li sorpasserà nel 2035.
E fermarli, significa sfruttare, prima che sia troppo tardi, l'attuale supremazia militare: trovare una scusa plausibile per lanciare un attacco preventivo. Per farlo, lo zio Sam ha a disposizione 15 anni: già nel 2025, difatti, l'esito di un conflitto con i cinesi diventerebbe un azzardo che potrebbe anche condurre alla sconfitta.
Al momento, invece, la superiorità aerea e navale americana è schiacciante, e la Cina potrebbe essere "accerchiata" dal mare e colpita dall'aria, per costringerla alla resa in meno di un anno (sto ipotizzando un attacco convenzionale senza l'utilizzo di armi nucleari).
Ovviamente ci potrebbe anche essere una soluzione pacifica, ma, francamente, è difficile immaginarla e, soprattutto, la storia non è prodiga di esempi di questo genere. Quando Napoleone cercò di isolare economicamente l'Inghilterra e cominciò a preparare l'invasione militare dell'isola, Orazio Nelson andò a cercare la flotta francese e, il 21 ottobre 1805, la massacrò a Trafalgar.
Fu l'inizio della fine di Bonaparte e della grandeur francese.
Il messaggio che quell'episodio ci tramanda è di una chiarezza impressionante: quando il più forte si sente minacciato, non ci pensa neanche lontanamente a negoziare la pace, ma impiega tutta la forza che ha, per distruggere l'avversario.
Taiwan e l'Iran potrebbero essere i casus belli: la prima è un'appendice della Cina popolare, staccatasi dalla madre patria nel 1949, ai tempi della sconfitta di Chiang Kai-shek su Mao Zedong e, da allora, è diventato uno Stato autonomo che la Cina popolare non ha mai riconosciuto, ma l'America si è sempre impegnata a difendere dalle "mire" di annessione dei "comunisti".
Uno scontro, anche casuale o "costruito" a tavolino tra le "due" Cine, provocherebbe l'automatica reazione degli americani e la guerra.
L'Iran, invece, sta costruendo un arsenale nucleare con il contributo determinante (e, ovviamente, sempre smentito) dei cinesi. Il giorno in cui gli americani "lasceranno" all'aviazione israeliana il compito di distruggere gli impianti di produzione di uranio arricchito iraniani, la reazione concertata tra Teheran e Pechino, potrebbe portare dritto alla guerra.
Ma questa è geopolitica che, nonostante abbia un'influenza pesante e diretta sull'economia e sulla finanza, esula dagli scopi "ordinari" di questo sito, dove ci limitiamo a constatare che la guerra tra Cina e America sta già covando sotto la cenere tiepida dei rapporti diplomatici, apparentemente cordiali, tra quei due paesi: il tentativo dei cinesi di "costruire" una nuova moneta mondiale, basata sull'oro, per "scalzare" sua maestà il dollaro dal trono da cui dispensa immensi favori ai suoi sudditi, si configura come il tentativo di Napoleone di coalizzare Prussia, Spagna, Russia ed Austria in una sorta di blocco economico contro l'Inghilterra.
E mentre i diplomatici francesi facevano il giro delle corti europee per conquistare simpatie e consenso a quell'iniziativa, Nelson faceva costruire la più grande flotta che l'Inghilterra avesse mai messo sui mari e, all'alba di un giorno piovoso dell'Autunno 1805, andò a cercare la flotta francese e dei loro alleati spagnoli. Li trovò a Trafalgar, li affrontò e li affondò.
Passiamo al trading.
Ciclo tracy+2 in corso (mi riferisco all'indice italiano) ...

... e, secondo il battleplan riportato sopra, dovremmo essere sull'ultimo tracy (di detto tracy+2).
Taylor ....

Dax ...

.... Euro fx ...

... Bund ...


Apertura prevista a Milano: -0.50%

Ciclo di tre giorni.


Dati macro del giorno.
| Ora | Paese | Dato | Precedente | Atteso |
| 00:00 | Italia | Aeffe, Amplifon, Cir, Snam Rete Gas: risultati trimestrali | ||
| 00:50 | Giappone | Pil IV trimestre (finale) | +1% | |
| 03:00 | Cina | Vendite al dettaglio a febbraio | +17,5% | +18,3% a/a |
| 03:00 | Cina | Indice prezzi al consumo a febbraio | +1,50% | +2,40% a/a |
| 03:00 | Cina | Produzione industriale a febbraio | +18,5% | +19,5% a/a |
| 14:30 | USA | Bilancia commerciale a gennaio | -40,2 mld dollari | -41 mld dollari |
| 14:30 | USA | Nuove richieste settimanali sussidi di disoccupazione | 469mila | 450mila |
Notizie flash:
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L’incertezza pre elettorale e i richiami
delle agenzie di rating sulla gestione dei conti pubblici stanno spingendo
la sterlina ancora sotto gli 1,50 dollari, precisamente a 1,489 presso i
minimi da 10 mesi. Sullo sfondo resta la crisi greca e le inquietudini per
le finanze pubbliche di altri Paesi europei, come Spagna, Francia e
Portogallo. Ieri Fitch ha messo in guardia la Gran Bretagna chiedendo
misure di rientro del deficit più credibili, altrimenti Londra potrebbe
vedersi sfilare il rating Aaa. Per il Regno Unito, infatti, il profilo di
credito si è fortemente deteriorato nel corso della crisi finanziaria
anche se, a detta di Fitch, resta entro limiti tollerabili per la tripla
A.Infine, questa mattina, la produzione industriale britannica ha subito
un calo inatteso a gennaio, cedendo lo 0,4% su dicembre contro un
consensus degli analisti che vedeva un incremento dello 0,3%. Si tratta
della maggiore flessione su base mensile dall'agosto dello scorso anno.
L'andamento di gennaio segue un dicembre particolarmente buono (+0,9% su
novembre) e arriva al termine di un mese segnato da condizioni climatiche
particolarmente pesanti.
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Si avvicina la prima revisione dell'indice Ftse Mib dalla sua introduzione nel giugno 2009 in luogo dell'S&P/Mib. A partire dalla seduta di lunedì 22 marzo Mondadori non farà più parte del paniere principale Ftse Mib e sarà sostituita da Azimut. Le modifiche saranno quindi effettive dopo la chiusura di venerdì 19 marzo.