11 Gennaio ore 8.00: ... mettere l'ISIR per togliere l'ICI...
Lo sport nazionale americano, di questi tempi, è scommettere sulla fine dell'euro. Quasi tutti gli "esperti" consultati dalla grande stampa (Wall Street Journal, New York Times etc...) sono concordi nel predire una lenta agonia della valuta unica europea.
Ed alla fine di quella lenta agonia, ci sarebbe il dissolvimento... lo sbriciolarsi della moneta che avrebbe osato sfidare sua maestà il green back... quel dollaro americano che sembrava sputtanato e che, nelle previsioni (o nelle speranze?) di quegli "esperti" dovrebbe rivivere una seconda gioventù.
Come mai tanta sicurezza nel decretare la fine dell'euro?
... La trappola della liquidità che starebbe conducendo l'Europa in depressione!
Se, ragionano quegli "esperti", nonostante le massicce dosi di liquidità iniettate nel sistema economico dalla Bce, l'economia non si risveglia, anzi regredisce, significa che la Banca centrale europea ha esaurito tutte le sue cartucce e bisogna rassegnarsi al declino.
Queste fosche previsioni sono anche riprese da molti blogger italiani, i quali ci sommano la "stranezza" che le banche europee avrebbero preso in prestito i denari della Bce all'1% e li avrebbero depositati presso la stessa Bce allo 0.25%.
E perché avrebbero fatto una cosa tanto stupida?
Perché, dicono quei blogger, non si fidano... e starebbero tirando i remi in barca prima del tracollo finale.
Prima di continuare, fatemi lanciare una proposta molto audace per il governo Monti: invece di tassare la prima casa, mettete una tassa sulle "stronzate in rete" (ISIR: Imposta Stronzate In Rete)... Secondo me si farebbe opera meritoria di giustizia sociale, si eviterebbe l'inquinamento ambientale da cazzate libere (più pericoloso dell'anidride solforosa) e... si recupererebbero più quattrini rispetto all'imposta sugli immobili. Mettere l'ISIR per togliere l'ICI.
La Bce ha inondato le banche di liquidità per metterle in condizioni di comprare titoli di stato europei che, nel corso del 2012, dovranno essere rinnovati in misura massiccia... e le banche europee hanno depositato quei fondi presso la Bce in attesa delle prossime emissioni governative.
In sostanza: le banche pagano l'1% i denari presi in prestito dalla Bce e li investono al 6%-7% in Btp italiani (ad esempio).
Siccome la Bce non è ancora prestatore di ultima istanza e non può comprare all'infinito obbligazioni governative, non può intervenire oltre una certa misura sul mercato dei titoli di stato. Può, però, finanziare le banche ordinarie per farlo al posto suo.
In tal modo prende due piccioni con una fava: allenta le tensioni sugli spread (differenza di rendimento tra titoli di stato di diversi paesi) e consente alla banche europee di rimpinguare i propri bilanci (grazie allo spread tra il rendimento dei titoli di stato acquistati e l'interesse pagato alla Bce).
Tutte le altre interpretazioni catastrofiste (... tirare i remi in barca prima del collasso finale...) cono cazzate da ISIR al 33% secco.
E la trappola della liquidità?
E che cazzo di novità è?
Da almeno un ventennio le nuove masse monetarie vanno a finire sui mercati finanziari, piuttosto che nel circuito economico tradizionale (investimento, produzione, vendita...).
La nostra è un'economia che sempre più diventa finanziaria (il rapporto tra economia di carta ed economia reale è già 10:1) e, quindi, è ovvio che i nuovi denari finiscano prevalentemente nella finanza piuttosto che nella produzione. Far derivare da questo fatto il prossimo dissolvimento dell'euro, è cazzata da ISIR al 42% secco.
E quindi l'euro non è in crisi?

... Nel cambio con le principali valute mondiali, l'euro si sta avviando al minimo del ciclo decennale in corso: è partito da un minimo di -100 e sta "atterrando" ad un minimo di -75... 25 punti in più del punto d'inizio.
In particolare, dal massimo del 2009, il percorso in discesa è stato significativamente profondo... la "crisi" dell'euro, cioè, è stata (ed è ancora) "adeguata" per risolvere la vera malattia dell'economia che quella valuta rappresenta (vedere report di ieri).
Il vero problema era il massimo del 2009 e non già il minimo di questi giorni: su quei valori massimi, le esportazioni europee erano fortemente penalizzate e l'economia si è, dunque, avvitata su stessa (da cui la crisi economica in atto in parecchi paesi europei, tra cui l'Italia). Sui valori sensibilmente più bassi di adesso, le esportazioni (verso i paesi extra-Ue) stanno riprendendo a crescere e, dunque, nei prossimi 18-24 mesi dovremmo assistere ad un sensibile miglioramento economico dell'area euro.
La crisi dell'euro, dunque, è la soluzione... non il problema.
Passiamo ad una e-mail di S.M: ... Mi puo’ spiegare , secondo il suo modo di vedere le cose, perché le borse asiatiche a differenza di quelle europee, dovrebbero avere un minimo nel omissis anziché nel omissis?
Cina ed India sono due grandi paesi emergenti i quali "puntano" sulle esportazioni per crescere. Le loro economie e, quindi, le loro borse, dipendono largamente dal commercio internazionale.
Entrambi i paesi, oltre ad un costo del lavoro particolarmente basso, hanno anche fatto in maniera di "costruirsi" un cambio particolarmente favorevole (nel senso di acquisire un vantaggio competitivo nel commercio internazionale) rispetto alle altre valute.
Come tali, dunque, sia la Cina che l'India sono particolarmente sensibili ai mutamenti di umore circa la congiuntura internazionale, subendo (in anticipo) i contraccolpi di un suo peggioramento e beneficiando (ancora in anticipo) di un suo miglioramento.
Tutto ciò è esemplificato chiaramente nella figura seguente dove la linea rossa rappresenta la borsa cinese, e la blu quella americana...

... vedete come i massimi ed i minimi della borsa cinese siano (quasi sempre) in anticipo su quelli della borsa americana?
Niente di strano, dunque, se il mercato azionario cinese dovesse girare nella primavera omissis...

... mentre i mercati occidentali dovrebbero girare omissis mesi dopo.
Altra e-mail: ... funziona ancora l'anticipo del Bund sul Dax?
Certamente...

... con un anticipo di circa omissis mesi, il Bund indica ancora la direzione che il Dax assumerà omissis mesi dopo.
Veniamo all'attualità della borsa italiana.
Il Dna ventila la possibilità di una "Linguetta" sul ciclo T-2 in corso...

... ma è questione talmente secondaria che non vale neanche la pena affrontarla seriamente.
Il vero motivo di interesse è che l'indice si trova in piena zona cluster...

... dove passano tutte le MM inferiori ad un anno.
Significa che li si trovano tutte le resistenze di breve-medio termine, concentrate in un groviglio (cluster) che si oppone alla prosecuzione del rialzo.
Riuscirà l'indice a superare quella barriera?
Osservate la figura e rispondete da soli... dopo avere fatto le seguenti considerazioni:
Affinché l'avvio di un nuovo ciclo annuale sia confermato, quale MM deve essere superata (al rialzo ovviamente)?
Affinché l'avvio di un nuovo ciclo biennale sia confermato, quale MM deve essere superata (al rialzo ovviamente)?
Avendo risposto a queste due domande, avrete anche risposto alla precedente.
L'altra questione rilevante riguarda la rottura della neckline dell'S&P 500...

... che, se confermata, proietterebbe quell'indice verso omissis.
E cosa dice Taylor?



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