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10 Gennaio ore 8.00: ... il termometro e la febbre del mercato...

La metafora della malattia associata ai mercati finanziari (vedere report di ieri) ha il pregio di "illustrare il problema" anche a chi non è molto familiare con i numeri ed ha bisogno di un'immagine, un fatto di vita quotidiana, che esemplifichi il tema in discussione.

Osservate l'indice di borsa tracciato insieme al suo fair-value...

... ad ottobre 97, i prezzi salgono oltre il fair-value per arrivare a marzo 98 ad una situazione di estrema sopravvalutazione.

E' come se uno continuasse a ubriacarsi tutte le sere con quattro bottiglie di Colomba platino: ... quanto tempo può continuare a farlo prima di arrivare al collasso fisico e mentale?

Ed ecco, quindi, che l'organismo reagisce con una "malattia" per costringerlo a smettere prima dell'autodistruzione... e, difatti, dalla primavera all'autunno 1998, nel mercato azionario "scoppia una crisi" che vuole essere un tentativo di soluzione dei precedenti eccessi ed i prezzi, ad ottobre 98, ritornano al fair-value.

Quella crisi che in quel mercato si manifesta con violenti crolli dei prezzi  (e nell'organismo umano con inappetenza e veloce dimagrimento a scopo disintossicante) è il problema o la soluzione?

E' ovvio che è la soluzione: il mercato, come l'organismo offeso dal troppo alcol, si ribella e tenta di ricondurre il problema (la sopravvalutazione dei prezzi) a soluzione (il fair-value).

Potrebbero i prezzi andare ancora più in alto?

Certo... esattamente come quel tizio dell'esempio può continuare a bere quattro Colomba platino a sera... ma più tempo passa e più il problema si aggrava e la soluzione diventa più dolorosa... e se il problema si trascina per troppo tempo, s'arriva al punto di non ritorno in cui l'unica alternativa è il collasso fisico e la morte.

Nel nostro caso, difatti, dopo essere guarito (i prezzi sono tornati al fair-value) il mercato riprende con gli "stravizi" di prima e "vola" ad altezze ancora più elevate... come se il nostro amico ubriacone, una volta guarito, riprendesse a bere con maggiore intensità di prima (cinque bottiglie a sera invece di quattro).

E dopo quel primo avvertimento (il crollo dell'estate-autunno 1998) cos'altro può fare il mercato se non predisporsi ad una crisi ancora più violenta?

... nel 2001, infatti, il crollo dei prezzi è ancora più drammatico del 1998... ma l'obiettivo è sempre lo stesso: la guarigione (il ritorno al fair-value)...

Ancora una volta, la crisi finanziaria che si manifesta con quel drammatico crollo dei prezzi, non è il problema ma la soluzione...

Vedete come l'analogia tra mercato e corpo umano diventa davvero stringente, giacché entrambi gli organismi reagiscono alla stessa maniera a scopo di protezione e sopravvivenza?

Le crisi finanziarie, ripeto, cosi come le malattie, non sono il problema ma il tentativo di soluzione.

Se cominciate a guardare i mercati finanziari da questo punto di vista, vedrete che l'intera prospettiva cambia e vi abituerete a considerare le crisi più come un'opportunità piuttosto che un problema.

Osservate, a titolo di ulteriore esempio, l'andamento dello Spread...

... nell'autunno 2008 arriva la prima crisi e la "temperatura" sale a 320...

Il "corpo" (nella metafora usata rappresenta il "mercato") sta cercando di reagire all'eccesso di debito che il governo italiano sta producendo... ed il messaggio è chiaro: continuando così si arriva al default...

Cos'era successo?

Berlusconi-Bossi-Tremonti avevano appena vinto le elezioni ed avevano cominciato a fare e dire minchiate...

Per prima cosa riuscivano a far perdere 3 miliardi allo stato italiano con la vendita di Alitalia, quindi eliminavano l'Ici e si erano messi a "straparlare" di Ponte sullo stretto e riduzione delle aliquote fiscali.

La reazione dei mercati fu immediata... la febbre dello spread salì subito e "avvertì" di smetterla con le cazzate.

Il trio Berlusconi-Bossi-Tremonti  sembrò capire che era più salutare stare "abbottonati"... ed abbandonò i proclami ad minchiam.

Sicché la febbre cominciò a scendere ed il malato (l'Italia) si avviò a (momentanea) guarigione.

Poi, nella primavera 2010 ricominciarono le minchiate: i Piigs stavano per saltare in aria e Berlusconi e gli altri due soci affermavano che noi stavamo già uscendo dalla crisi e che ce ne saremmo tirati fuori prima di tutti e più forti di prima.

Nel frattempo, però, il deficit/Pil era già volato al (quasi) 120%... e la febbre ricominciava a salire.

All'inizio poco (intorno a 200) e poi sempre più rapidamente... fino a sfondare la soglia dei 500 punti a settembre 2011.

Ancora una volta, il corpo (il mercato) aveva reagito agli squilibri interni (l'eccesso di debito e la mancanza di crescita dovuta, principalmente, alla scarsa competitività dell'azienda Italia) e si predisponeva alla soluzione...

Berlusconi, Bossi e Tremonti e tutta la schiera di loro "assistenti incapaci" furono travolti dal peso di tutte le cazzate che avevano fatto e vennero sostituiti da un'equipe di specialisti (Monti, Passera, etc...).

Ci salveranno?

Guardate il "termometro" (lo spread) e giudicate voi in che stato i tre medici incompetenti di prima (Berlusconi, Bossi e Tremonti) hanno ridotto l'Italia. Salvare un paziente in quelle condizioni richiede molto tempo, dedizione e nessuna pietà (deve bere tutte le amare medicine e subire anche qualche amputazione in caso di cancrena).

Ancora una volta, come nel caso della crisi borsistica del 1998, se i segnali del "corpo" fossero stati capiti ed assecondati, dopo la prima febbre dello spread (autunno 2008) si sarebbe imposto al malato (l'Italia) una sopportabile cura e il problema avrebbe trovato una sua ragionevole soluzione.

Invece, dopo l'iniziale miglioramento, si è tornati allo stesso "regime" di prima ed il malato ha avuto una "ricaduta" che l'ha trascinato in una profonda crisi depressiva. Se Berlusconi, Bossi e Tremonti avessero saputo fare una corretta diagnosi ed applicare le giuste cure dopo quella prima crisi, non ci avrebbero condotto a questo punto di debilitazione.

... E comunque, lo spread è stato solo un segnale... una richiesta d'aiuto da parte di un malato terminale, non il problema.

Gli speculatori internazionali, la crisi globale etc... sono solo scuse per vendere sempre le stesse minchiate agli stessi gonzi... il vero problema è quello di sempre: alto debito e bassa crescita in una contesto che non consente più le svalutazioni competitive.

Dunque è stupido cercare di eliminare il sintomo (la febbre alta dello spread), bisogna attaccare il vero problema (debito alto e crescita bassa). Solo così ci potremo salvare.

Diversamente, faremo come quel malato terminale di tumore, che prende una tachipirina per abbassare la febbre...

... Non so se mi ho capito ...??

Passiamo all'attualità della borsa italiana.

Ancora nessun segnale di inversione dallo spread...

... ma oggi è Buy day, quindi è possibile che l'inversione avvenga in giornata (Martedì, storicamente, è il giorno più probabile per le inversioni)...

Bund, Dax Euro fx.

Previsioni a lungo termine Cina ed India.

Dati macro del giorno.

Ora Paese Dato Precedente Atteso
00:00 Cina Bilancia commerciale a dicembre 14,53 mld $ 9,5 mld $
08:45 Francia Produzione manifatturiera a novembre +2,60% a/a -
08:45 Francia Produzione industriale a novembre +1,80% a/a -
16:00 USA Scorte all'ingrosso a novembre +1,60% +0,40% m/m

Notizie flash.

Hanno iniziato bene l'anno i metalli di base grazie ai dati cinesi e americani migliori del previsto. Lo dicono gli analisti di Morgan Stanley. Alluminio e nickel sono stati tra i best performers del comparto, un trend, osserva l'istituto americano, che proseguirà con la riduzione dell'offerta dei metalli. Bene anche il sentiment sui metalli preziosi, spinti dagli acquisti degli investitori che a fine dicembre avevano venduto per monetizzare le proprie posizioni. Secondo i dati del CFTC, però, in dicembre le posizioni corte nette sull'oro sono scese del 26% e sull'argento del 35%, i minimi dal gennaio 2009.

Oggi il cancelliere tedesco, Angela Merkel, incontrerà il numero uno del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, per aggiornarsi sul caso Grecia. Lo ha annunciato Frau Merkel, durante la conferenza stampa congiunta con il presidente francese, Nicolas Sarkozy, a Berlino. "Il programma deve procedere velocemente altrimenti la Grecia non potrà ricevere la prossima tranche di aiuti - ha detto Merkel - Ci saranno controlli frequenti di cui parlerò con Christine Lagarde".