12 gennaio ore 8.00: ... dove va il Nasdaq?
Previsioni di lungo periodo per il Nasdaq...

... ricavate, come è evidente, dalla figura sotto...

... ovvero il noto frattale 29.
Mi scrive M.M:
... chiedo una sua opinione sul sistema bancario italiano. Nel senso: ritiene possibile una qualche forma di nazionalizzazione sul settore? Se si, in che forma? In particolare mi riferisco alle 2 banche più importanti: Intesa e Unicredit. Come azienda siamo ovviamente esposti sul sistema ITALIA e quindi è di primaria importanza poter assicurare la cassaforte/liquidità (per quanto possibile). Abbiamo drenato molto verso banche che si crede possano essere più sicure (anche se personalmente nutro diverse perplessità al riguardo per ovvi motivi). Tuttavia così è stato deciso, indirizzando i flussi verso controparti quali omissis e qualche controparte omissis. Non riesco a scovare nessun report che possa evidenziare effettivamente gli assets detenuti in pancia dalle banche, per cui fare una valutazione credibile ed avere qualche certezza in più è quasi impossibile. Come orientarsi?
E' ovvio che niente può essere escluso in maniera tassativa, ma ritengo che le probabilità di nazionalizzazione delle banche italiane siano inferiori al 10% (detto per inciso, se io fossi eletto primo ministro precederei all'immediata nazionalizzazione dell'intero sistema bancario italiano e subito dopo uscirei dall'euro. Ma io non sarò eletto primo ministro, quindi, dorma pure sonni tranquilli).
Dopo l'operazione di aumento di capitale di Unicredit, credo di poter affermare che quella banca presenti un rischio default omissis...
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Struttura patrimoniale Unicredit post aumento di capitale |
Milioni di euro |
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Patrimonio netto fine 2011 |
55000 |
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Perdite non realizzate su titoli tossici ancora in portafoglio |
omissis |
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Aumento di capitale |
7500 |
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Patrimonio netto a fine gennaio 2012 |
omissis |
... tra i più omissis del settore in tutto l'occidente (molto più omissis delle banche svizzere, tedesche e della stessa Intesa per intenderci).
Il vero rischio, però, è da collegarsi al paese; in altri termini: non sono Intesa e Unicredit il problema, ma l'Italia; se questa "salta", si porta appresso, con probabilità 65%, tutto il sistema bancario italiano. Ma se l'Italia salta si porta appresso anche il sistema bancario francese che, a sua volta, destabilizzerebbe la Germania... etc...
Come orientarsi, dunque?
... Partendo dall'alto... le banche omissis sono le meno esposte ai titoli tossici (in questi ci metto anche i Btp italiani) e le economie di quei paesi sono le più solide d'Europa. Subito dopo viene la omissis, l'omissis e quindi la omissis. omissis (post-aumento) segue a breve distanza e quindi Intesa.
Eviterei le banche omissis, omissis, omissis, omissis e, soprattutto, omissis.
Passiamo all'indicatore di carry-trade...

... e allo spread...


... e vedete ritornare un concetto che su questo sito è continuamente riproposto: tassi e valute sono anticipatori del mercato azionario.
Ma tassi e valute sono una diretta conseguenza delle variazioni di massa monetaria e, quindi, all'inizio di tutta la "filiera" M segna il tempo di tutti i mercati finanziari.
Passiamo ai Taylor...




Dati macro del giorno.
| Ora | Paese | Dato | Precedente | Atteso |
| 07:30 | Francia | Indice prezzi al consumo a dicembre | +2,50% a/a | - |
| 08:00 | Germania | Indice prezzi al consumo a dicembre (finale) | +2,10% a/a | - |
| 10:00 | Italia | Produzione industriale a novembre | -4,20% | - |
| 11:00 | Europa | Produzione industriale a novembre | +1,30% a/a | - |
| 13:00 | Inghilterra | BoE: annuncio tassi a gennaio | +0,50% | +0,50% |
| 13:45 | Europa | Bce: annuncio tassi a gennaio | +1% | +1% |
| 14:30 | USA | Nuove richieste sussidi disoccupazione al 7 gennaio | 381 | - |
| 14:30 | USA | Vendite al dettaglio a dicembre | +0,20% | +0,20% m/m |
| 14:30 | Europa | Bce: conferenza stampa Draghi |
Notizie flash.
Positivi riscontri arrivati dai conti pubblici italiani con il restringimento del deficit al 4,3%, sui minimi dal 2008. Immediata la reazione del mercato con il rendimento del Btp decennale sceso sotto la soglia critica del 7% in attesa dell’importante test di oggi rappresentato dall’asta di Bot per massimi 12 mld di euro a cui farà seguito quella di Btp per massimi 4,75 mld in agenda venerdì. Nei primi nove mesi del 2011 si è avuto un rapporto tra indebitamento netto e Pil pari al 4,3%, inferiore di 0,3 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente. I dati diffusi dall'Istat evidenziano nel terzo trimestre 2011 un indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche pari al 2,7% del Prodotto interno lordo (Pil), valore inferiore di ben 0,8 punti percentuali rispetto a quello registrato nel corrispondente trimestre del 2010. Il saldo primario, ossia l’indebitamento al netto degli interessi passivi, nel terzo trimestre 2011 risulta positivo per 6.615 milioni di euro. L'incidenza sul Pil è dell'1,7%. Il saldo corrente (risparmio) è stato pari a -494 milioni di euro (era stato -2.084 milioni di euro nel corrispondente trimestre dell'anno precedente), con un'incidenza negativa sul Pil dello 0,1%. La nota dell'Istat rimarca inoltre come nel terzo trimestre 2011 le uscite totali sono diminuite, in termini tendenziali, dello 0,4%. Le uscite correnti sono aumentate dello 0,5%, mentre quelle in conto capitale sono diminuite del 12,1%. Nei primi nove mesi del 2011 le uscite totali sono aumentate dell'1,1% in termini tendenziali, mostrando un'incidenza sul Pil del 47,5% (47,8% nel corrispondente periodo del 2010). Le entrate totali nel terzo trimestre del 2011 sono cresciute, in termini tendenziali dell'1,4%. Le entrate correnti sono aumentate dell'1,4%, quelle in conto capitale del 2,8%. Nei primi nove mesi del 2011, le entrate totali sono aumentate dell'1,6% in termini tendenziali, mostrando un'incidenza sul Pil del 43,2%, invariata rispetto al corrispondente periodo del 2010.
Comprare Italia, vendere Francia. Il primo consiglio del 2012 di Goldman Sachs, diffuso con il "Global Viewpoint” dell'analista Francesco Garzanelli, è quello di tenere posizioni lunghe sui Btp a 10 anni, e di stare corti sugli Oat d'Oltralpe della stessa durata. Due i motivi alla base del suggerimento: la differenza tra gli stock di debito dei due Paesi in rapporto al Pil, attualmente al minimo degli ultimi 25 anni, e il recente miglioramento dei flussi fiscali per l'Italia. Sul mercato si assiste a una riduzione degli spread tra Italia e Francia, così come a un ridimensionamento del differenziale tra i titoli italiani e spagnoli rispetto ai bund tedeschi. "Raccomandiamo di posizionarsi per una compressione dello spread tra i rendimenti dei titoli decennali di Italia e Francia”, si legge nella nota di Goldman Sachs. Lo spread attuale tra i due Paesi si colloca a 376,3 punti base, non distante dai massimi di 404 pb. L'analista indica un obiettivo per lo spread tra Btp e Oat a 250 punti base, contro i 375 punti attorno ai quali si muove attualmente. Solo una chiusura al di sopra dei 410 punti base convincerebbe l'analista a rivedere la propria posizione. Goldman punta quindi su un miglioramento del fisco italiano più rapido rispetto a quello francese, dando di fatto maggior fiducia al piano di ristrutturazione dei conti del Belpaese rispetto a quello francese, che verrà reso noto a breve e che costituisce uno dei punti del colloquio tra il presidente francese Sarkozy e il cancelliere tedesco Merkel.