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24 Maggio ore 8.00:
... sindrome giapponese e dubbi americani?
Cosa sta succedendo
(mi riferisco al crollo di ieri)?
Dal punto di vista
ciclico, siamo alla fine del primo T+2 dell'intermestrale in corso...

... e, dunque, una
correzione ribassista era nell'ordine delle cose.
Dal punto di vista
della valutazione fondamentale (fair value)...

... i prezzi erano
andati oltre il FV (omissis in termini di Mib), raggiungendo quella
sopravvalutazione del omissis%...

...
dove, in genere, scatta la
(salutare) correzione.
In
sostanza: calma e gesso, tutto va
per come deve andare...
E
allora 'ste storie giapponesi ed
americane che si raccontano per
spiegare il crollo... non c'entrano?
...
C'entrano, certo che c'entrano: i
mercati hanno bisogno di motivi per
salire, scendere e correggere... e,
in questo caso, hanno "approfittato"
dei timori giapponesi (sulla
crescita) e dei dubbi americani (sul
mantenimento del QE)...
Ma,
non fossimo stati nelle condizioni
dette (alla fine del primo T+2 e
sopravvalutati del 5.0%), non ci
sarebbe stata una "reazione" di
quella intensità...
...
Ma Tokio ha perso il 7.0%?
Emmbeehh? Rispetto al minimo di
Novembre 2012 Tokio aveva guadagnato
l'80%, mentre Milano (sempre
rispetto alla stessa data) aveva
realizzato un ben più modesto 20%...
è normale, dunque, che la correzione
a Tokio sia molto maggiore di quella
di Milano.
Rialzi e ribassi si legano insieme
in una specie di relazione di una
qualche proporzionalità...
Quindi tutto normale?
Forse no... secondo me i PDN,
stavolta sono stati presi di
sorpresa...
Cosa me lo fa dire?
Stavano accumulando in tutta
tranquillità...

...
e non si aspettavano un "scoppola"
come quella di ieri...
D'altronde, anche loro sbagliano nel
25% dei casi... che, come potete ben
capire, è una percentuale bassissima
rispetto al resto dell'umanità (che,
quando è molto brava, sbaglia solo
il 40% delle volte)...
Qual è il target della
correzione?
La
MM di omissis...

...
e, se non dovesse resistere, si
passerebbe alla MM di ciclo
omissis...
In
sostanza: i due pallini di figura
sotto...

Fino a quando durerà la correzione?
Ci
troviamo sull'ultimo T-1 che è già
"in corsa" da circa tre giorni...

... e, quindi, a
omissis dovremmo essere sul nuovo
omissis (e,
quindi, sui nuovi omissis)...
... naturalmente
dovremmo aspettarci una Lingua (65% di probabilità) su un ciclo T-1 e
l'indicatore apposito (vedere sopra) dovrebbe avvisarci in anticipo...
E che dicono i
volumi?
Danno per imminente
un minimo sul ciclo tracy (incrocio MM e polinomiale)...

... e sul ciclo
tracy+1 (incrocio delle due polinomiali)...
In sostanza:
confermano l'analisi fin qui condotta...
Tutto chiaro
dunque... tutto stabilito?
... Picciotti,
facciamo questo mestiere da troppo tempo per non sapere che quando tutto
sembra "a posto"... arriva l'imprevisto e... ce la ficca nder culo...
E quale potrebbe
essere l'imprevisto?
Il più probabile
(ma non l'unico) potrebbe essere il seguente...

... ovvero: forte
volatilità fino all'inizio di Giugno.
Degli altri
"imprevisti" è inutile parlarne adesso... sovraccaricherei l'attenzione di chi
mi legge...
Se ha senso avere
un piano B, averne anche uno C, D, E... uno per ogni futuro possibile, significa
non averne nessuno...
Domanda ed offerta
sul ciclo T-1...


Sembra prevalere la domanda... quindi siamo
intorno al minimo.
Dati macro del giorno.
|
Ora |
Paese |
Dato |
Periodo |
Precedente |
Atteso |
|
08:00 |
GER |
PIL stag |
a/a |
-1,4 |
-1,4 |
|
08:00 |
GER |
Fiducia consumatori GFK |
|
6,2 |
6,2 |
|
08:00 |
GER |
PIL destag |
t/t |
0,1 |
0,1 |
|
08:00 |
GER |
Consumi privati |
t/t |
0,1 |
-- |
|
08:45 |
FRA |
Indice fiducia affari |
|
88 |
89 |
|
10:00 |
GER |
IFO aspettative |
|
101,6 |
101,6 |
|
10:00 |
ITA |
Fiducia dei consumatori ISAE |
|
86,3 |
86,9 |
|
10:00 |
GER |
IFO condizione corrente |
|
107,2 |
107,2 |
|
10:00 |
GER |
IFO clima d'affari |
|
104,4 |
104,4 |
|
11:00 |
ITA |
Retribuzioni contrattuali |
m/m |
0 |
-- |
|
11:00 |
ITA |
Retribuzioni contrattuali |
a/a |
1,4 |
-- |
|
14:30 |
USA |
Ordini di beni durevoli ex Trasporti |
m/m |
-1,4 |
0,5 |
|
14:30 |
USA |
Ordini di beni durevoli |
m/m |
-5,7 |
1,5 |
Notizie flash.
L'obiettivo deve ora essere uno solo:
tornare a crescere. Lo ha detto Giorgio
Squinzi, presidente di Confindustria,
durante il suo intervento all'assemblea annuale dell'istituto di viale
dell'Astronomia nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica
a Roma, aggiungendo che il grande impegno comune ora è fare una
nuova Italia, europea, moderna e aperta. Per tornare
a produrre più benessere il Paese, ha aggiunto Squinzi, deve fare leva sulla
sua risorsa più importante: la vocazione industriale in tutte le sue
declinazioni. Le riforme non sono più rinviabili, ha poi
proseguito il numero uno di Confindustria, a cominciare dalla riforma
elettorale, assicurando che se questo sarà il governo della crescita è
pronto a sostenerlo con tutte le forze. La questione della crescita per il
presidente va affrontata in maniera strutturale e con equilibrio,
intervenendo sul costo, sulla produttività e sulle regole e in particolare
sul cuneo fiscale, che nel 2012 è stato
oltre il 53% del costo del lavoro, tra i più elevati nell'area Ocse.
La mancanza del lavoro è la madre di ogni male sociale,
va affrontata in maniera strutturale e con equilibrio, intervenendo sul
costo, produttività e regole. Il numero uno di Viale dell'Astronomia ha poi
snocciolato i conti della crisi che ha provocato danni gravissimi:
tra il 2007 e il 2013 il Pil italiano è sceso di oltre l'8% ed è
tornato ai livelli del 2000. Nessun altro paese dell'Eurozona,
ha spiegato Squinzi, sta vivendo una simile caduta, con l'eccezione della
Grecia. La produzione, ha poi aggiunto, è crollata del 25%, in
alcuni settori di oltre il 40%, aggiungendo che negli ultimi
cinque anni oltre 70 mila imprese manifatturiere hanno cessato l'attività.
Il presidente ha poi posto l'accento sul fatto che Confindustria da tempo
insiste per misure concrete per l'aumento del tasso di crescita e
dell'occupazione. Senza interventi decisi e concreti, avverte
Squinzi, la crescita non supererà per molto tempo lo 0,5% annuo,
del tutto insufficiente a creare lavoro e a risollevare i destini di
tantissime imprese. Abbiamo 40 miliardi da recuperare al più presto e siamo
al lavoro sull'intero debito della Pubblica Amministrazione, ha detto
Squinzi a proposito dei pagamenti della Pa verso le
imprese, aggiungendo che si tratta di una vera e propria manovra
finanziaria per le imprese, inattesa e che molti davano per persa.
Per il presidente non è perfetta e per questo a dato
il proprio impegno a migliorarla. Ma avverte: se per qualche ragione il
credito venisse usato per altri fini, chi ci governa sappia che il rapporto
con imprenditori sarà compromesso irreparabilmente. Il numero uno di Viale
dell'Astronomia ha poi denunciato che negli ultimi 18 mesi lo
stock dei prestiti erogati alle imprese è calato di 50 miliardi.
Un taglio senza precedenti nel dopoguerra,
sottolineando come quasi un terzo delle imprese ha liquidità insufficiente
rispetto alle esigenze operative. Per Squinzi poi è necessario contrastare
la terza ondata di credit crunch. Per questo guarda con interesse e attesa
alle misure annunciate dalla Bce per sbloccare il mercato del credito.
Il Nord è sull'orlo di un baratro che
trascinerebbe tutto il nostro Paese indietro di mezzo secolo,
escludendolo dal contesto europeo che conta. E' l'allarmante dichiarazione
di Squinzi e aggiunge che per tornare al nord trainante le vie sono credito,
fisco, giustizia, semplificazione, infrastrutture e uno stato amico. A causa
delle sue debolezza strutturali, ha proseguito, il Mezzogiorno resta una
parte del Paese in cui lo sforzo per la crescita, lo sviluppo e
l’occupazione assume le caratteristiche di una vera e propria sfida per la
sopravvivenza.