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13 agosto ore 8.00: ... euro forever ...

Mi scrive E.D.P:

... È una dura prova per i credenti. Ma, paradossalmente, il mese di digiuno, durante il quale è proibito bere e mangiare prima del tramonto del sole, rende gli investitori più ottimisti.
E la borsa ci guadagna. Ahmad Etebari, docente di finanza all'università di Durham, negli Stati Uniti, ne ha avuto la prova esaminando i mercati di 14 paesi (Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Emirati, Indonesia, Giordania, Kuwait, Malesia, Marocco, Oman, Pakistan, Qatar, Tunisia e Turchia) dal 1989 al 2007. E ha così scoperto che, durante il ramadan, la cui data varia in funzione del calendario lunare, i rendimenti borsistici aumentavano in media nove volte di più che nel resto dell'anno.«Essendo un'esperienza condivisa, il ramadan promuove un sentimento di solidarietà, rinforza la soddisfazione dell'esistenza e incoraggia un certo ottimismo», spiega Etebari.

Io non ho dati per supportare il lato "mistico" delle conclusioni di Etebari, ma ho esperienza diretta e personale di maggiore lucidità ed efficacia operativa, nei periodi in cui mangio e bevo poco ... e, dall'altra parte, di gran confusione mentale nei periodi di grandi abbuffate ...

Non ho fatto delle statistiche in tal senso, ma sono certo che i miei risultati operativi (misurati in termini di piccioli guadagnati) nei periodi di sobrietà alimentare sono nettamente migliori rispetto a quelli di disordine (alimentare).

Posso senza ombra dubbio affermare che, le cazzate più numerose (e costose) le ho fatte sotto l'influenza di abbondanti libagioni e booze (alcol) e, quindi, questa ricerca, per me non è affatto campata in aria, tutt'altro.

Altra e-mail:

.. Secondo Lei se dovesse fare un investimento (non in ottica di trading) di medio-lungo periodo in valuta (tramite corporate bond o tiitoli di stato ), su quale valuta punterebbe come apprezzamento in conto capitale? Ho notato che il dollaro americano non è affidabile visto e considerato che "dovrebbe" ritornare a 1.60 contro € se non oltre. Anche il dollaro australiano si è apprezzato molto, passato negli ultimi mesi/anno da 1.70 a 1.43. Cosa consiglierebbe? Rand? Franco svizzero? Oppure sterlina?

Fatemi fare una premessa importante: ... io non rispondo MAI a mail in cui mi si chiede un consiglio personale di trading, investing ... o altro.

I motivi sono molteplici, ma il più importante è che, se lo facessi, mi ritroverei con centinaia di mail al giorno con centinai di richieste a cui non potrei sottrarmi. Cosa inaccettabile da ogni punto di vista: dal mio perché avrei smesso di vivere ... dalla parte di chi mi scrive perché smetterebbe di usare la SUA testa, trovando più facile usare la MIA.

E chi usa la testa di un altro, fa sempre un pessimo affare ... innanzitutto perché non impara mai.

E allora perché rispondo alla presente?

Perché mi da la possibilità di dire a tutti quelli che mi leggono che, nei prossimi quattro anni, la valuta cartacea (quindi, oro escluso) che ritengo migliore dal punto di vista del rischio-rendimento è l'euro.

Non a caso ho posto il benchmark sul rischio-rendimento ... altre valute potranno anche rendere di più (in termini di tasso di interesse), ma presentano un tasso di rischio nettamente maggiore dell'euro ...

Personalmente, quindi, quando liquiderò tutti i miei investimenti in oro e rand, li metterò in Bund tedeschi.

Passiamo all'azionario italiano.

Alle 15.24 di ieri, dovrebbe(probabilità 75%) essere cominciato il nuovo tracy ...

  ... sulla media mobile del ciclo intermedio ....

... ma Taylor prospetta ancora alcuni giorni di cazzeggiamento prima della nuova partenza ....

.... che, cadendo nel periodo di ferragosto, sembrerebbe un cazzeggiamento più dovuto alla calura estiva (ed alla conseguente assenza di molti operatori) piuttosto che ad un preciso piano di accumulazione ... così, almeno, sembra a me ...

Ed il Dax?

Più o meno uguale ...

Euro fx ...

 ... Bund ...

... Dna intraday azionario italiano ...

... Previsione apertura Milano: +0.35%.

Dati macro del giorno.

Ora Paese Dato Precedente Atteso
00:00 Germania ThyssenKrupp: risultati    
08:00 Germania Pil II trimestre (preliminare) +0,2% +1,3% t/t
08:45 Francia Indice prezzi al consumo a luglio +1,5% +1,7% a/a
08:45 Francia Pil II trimestre (preliminare) +0,1% +0,4% t/t
11:00 Europa Pil II trimestre (preliminare) +0,2% +0,7% t/t
11:00 Europa Bilancia commerciale a giugno -3,4 mld euro -
14:30 USA Indice prezzi al consumo a luglio +1,1% +1,2% a/a
14:30 Asia Vendite al dettaglio a luglio -0,5% +0,4% m/m
15:55 USA Indice fiducia Università Michigan di agosto (lettura preliminare) 67,8 punti 69,8 punti
16:00 USA Scorte società a giugno +0,1% +0,3% m/m

Notizie flash.

Il ritmo di crescita dell’economia dell’Euro Zona resterà “moderato” e “discontinuo” nel lungo termine, a fronte di incertezza. A dirlo la Bce nel bollettino mensile di agosto. Positive le indicazioni nel breve termine. “Nel secondo trimestre del 2010 la crescita del Prodotto interno lordo (Pil) dell’area dell’euro in termini reali dovrebbe essersi rafforzata, con un miglioramento riconducibile, in larga misura, a effetti temporanei. I dati del terzo trimestre risultano migliori delle attese”. Nel complesso, l'istituto di Francoforte si attende che la stabilità dei prezzi sia preservata nel medio termine. "Le aspettative di inflazione a medio-lungo termine continuano a essere saldamente ancorate in linea con l’obiettivo di preservare tassi di inflazione inferiori ma prossimi al 2 per cento nel medio termine”. Rispetto alla precedente indagine, sono state riviste le aspettative sull’inflazione, che dovrebbe rimanere invariata all’1,4% nel 2010, all’1,5 nel 2011 e all’1,7 nel 2012. Le aspettative a lungo termine (per il 2015) sono state corrette, in media, lievemente al rialzo al 2% , dall’1,9 (per il 2014) nella precedente indagine. “Il Pil dovrebbe espandersi a un ritmo moderato e ancora irregolare nel tempo sia tra le varie economie sia tra i settori dell’area dell’euro”, si legge nel bollettino mensile diffuso dalla Bce. In particolare, i rischi per le prospettive economiche continuano a essere considerati sostanzialmente bilanciati, in un contesto di incertezza. Per quanto riguarda i rischi al rialzo, sia l’economia mondiale che il commercio con l’estero potrebbero registrare una ripresa più marcata di quanto previsto al momento, stimolando pertanto le esportazioni dell’area dell’euro. Quanto ai rischi al ribasso, permangono preoccupazioni in merito alle rinnovate tensioni nei mercati finanziari. Le aspettative sul tasso di disoccupazione sono state invece riviste al ribasso di 0,2 punti percentuali per il 2010 e di 0,1 punti percentuali per il 2011 e si collocano rispettivamente al 10,1 e al 10,2%. Per il 2012 esse si situano ora al 9,8%. I rischi complessivi per le stime a breve e medio termine sono considerati orientati al rialzo.