16 gennaio ore 8.00: ... volumi difettosi o Consob dilettante?
Ritorniamo da un nostro vecchio amico...

... l'indicatore prezziXvolumi che, generalmente, anticipa le svolte della borsa di 2-3 settimane.
Abbiamo dedicato alcuni report e qualche Club giallo alla costruzione (peraltro semplicissima) di tale strumento e, dunque, non mi sembra opportuno ritornare sull'argomento; qui ci serve tuttavia, ai fini del ragionamento che andremo a fare, evidenziare che non può esserci rialzo duraturo (mark-up) dei prezzi, se non è preceduto da un simile rialzo dell'indicatore in questione che, per la maniera in cui è costruito, indica che prezzi e volumi sono in fase.
In sostanza: se prezzi e volumi non sono in fase, non può esserci rialzo duraturo e, dunque, se quell'indicatore rosso di figura sopra non gira verso l'alto, qualsiasi rialzo di borsa ha il fiato corto.
Fatta la premessa, osservate la figura sopra che, dall'inizio di gennaio, mostra quell'indicatore in discesa... scoraggiando, dunque, qualsiasi interpretazione rialzista duratura (mark-up) dell'attuale fase di borsa.
E allora, con quest'evidenza contraria, perché venerdì scorso ho scritto: ... Quella trend-line, dunque, sancirebbe la fine del vecchio semestrale, iniziato a settembre 2011 e finito a gennaio 2012. E che probabilità ci sono che ciò si verifichi? La velocità centrata dice: superiori al 70%. E queste sono anche, quindi, le probabilità di inizio mark-up...
Perché ho affidato il 70% di probabilità ad un evento sconfessato sul nascere da uno dei più precisi e puntuali indicatori di borsa?
Per l'ormai (secondo me) conclamata incompetenza dei controllori del nostro mercato (Consob), che non ancora sazi dei danni già procurati al mercato azionario italiano, hanno ritenuto di dover estendere al 24 febbraio la proibizione dello Short.
Voglio dire: come si fa a stabilire se l'assenza dei volumi (che non confermano i prezzi) sia da attribuire a "debolezza intrinseca" del mercato (segnatamente i PDN che non comprano perché non ritengono ancora mature le condizioni del rialzo) oppure ad "abbandono" da parte degli stessi PDN di un "mercato sovietico", regolato da un "comitato centrale" che ne impedisce il normale funzionamento?
E, quindi, in assenza di una risposta chiarificatrice su quel dubbio, ho preferito trascurare l'indicazione di quello strumento che poggia sui volumi la sua capacità di anticipare l'andamento dei prezzi, preferendogli gli indicatori di prezzo (la velocità centrata cui facevo riferimento nel report di venerdì).
E sempre basati sui prezzi (nel senso che ho neutralizzato l'effetto dei volumi) gli indicatori dei PDN e QQQ...


... che, ancora una volta, indicano svolta rialzista sull'intermedio (e, quindi, sul semestrale).
Trattasi, tuttavia, di indicazioni "parziali" giacché sono ricavate dai soli prezzi, trascurando i volumi... e ciò vuole, ancora una volta, stigmatizzare il comportamento di assoluto dilettantismo dei regolatori del nostro mercato che, con "animo bolscevico" giocano a fare i guardiani del liberismo e del libero mercato.
E si fanno pure pagare per quello. Senza pudore.
Passiamo alla sforbiciata dei rating di mezza Europa da parte di S&P, per ribadire che questa non è una notizia... ma una cazzabubbola.
I prezzi di mercato dei titoli di stato dei paesi coinvolti erano già da mesi su livelli downgradati (quelli italiani erano già da Novembre a BB, quindi ancora inferiori di due gradini all'attuale sforbiciata) e, quindi, questo gruppo di "esperti" ha solo preso atto, con mesi di ritardo, che i suoi rating erano già ampiamente superati dal giudizio dei mercati (e ciò dimostra la stupidità di chi ancora ci crede).
Questi sono quelli che consigliavano di comprare le obbligazioni Parmalat, Lehman Brothers e tutte i mutui subprime, il giorno prima del default... Avrebbero dovuto scomparire dalla vergogna e invece ritornano a pigliare per il culo gli stessi gonzi di allora.
Ma loro fanno il loro mestiere (pigliare per il culo i gonzi), sono gli altri che non fanno il loro (non farsi pigliare per il culo).
L'unica vera notizia a questo riguardo, è stato il recente downgrade del debito statunitense, a cui i mercati hanno risposto con una scrollata di spalle ed un clamoroso "... ma vattela a pijar nder culo...".
E questo è esattamente il mio commento al downgrade attuale dell'Italia... ehi guys, go fuck yourselves... (c'è il rischio che, detto in romanesco, non afferrino bene il concetto).
Passiamo ad una e-mail:
... Sinceramente non capisco la sua quasi incrollabile fiducia nel signor Monti (anche se capisco che è difficile per chiunque fare peggio del duo Berlusconi-Bossi). Non le scrivo perché sorpreso dal rating tagliato (perché non sono sorpreso visto che le agenzie di rating arrivano sempre dopo i mercati e anche perché di preciso non saprei calcolare il rating). Ma vista la situazione anche con le liberalizzazioni (che però hanno i loro tempi sia di attuazione che di ritorno di benefici ) non pensa che la situazione per l’Italia visto il rapporto salari produttività e la mancata valvola di sfogo della moneta sia compromessa(oltre a corruzione dilagante)? Non dico che falliremo ma anche se La signora Merkel da l’ok a Mario Draghi per un massiccio QE per evitare il nostro fallimento in futuro la nostra economia visto quanto detto sopra non si impoverirà sempre più? I tedeschi è vero che hanno di più in busta paga ma sfatando il mito dei tedeschi : hanno di meno rispetto alla loro produttività questo anche grazie al loro mercato del lavoro e alla loro disoccupazione che è stata per anni più alta di quella italiana (non che la invochi) e che li ha tenuti buoni buoni (i lavoratori ). In estrema sintesi ci sono possibilità per lei di uno sviluppo per l’italia con questa moneta?
Ma quale fede incrollabile in Mario Monti...??!! Sostengo semplicemente che con lui abbiamo qualche possibilità di salvezza, mentre con il trio Berlusconi-Bossi-Tremonti, ero assolutamente certo del default italiano.
Se ne avete possibilità, andatevi a rileggere i giornali di inizio 2000, prima dell'introduzione dell'euro: la Germania era costantemente dipinta come la gran malata d'Europa (disoccupazione alta e bassa crescita)...
L'integrazione della Germania dell'est procedeva con notevole affanno, ed erano altissimi i lamenti degli imprenditori dell'ovest, chiamati a reggere lo sforzo principale di quell'operazione.
Non solo: gli alti tassi di interesse che risultavano dalla necessità di reperire capitali da investire nell'ex DDR, avevano sospinto il marco a livelli stratosferici e, dunque, le esportazioni tedesche, soprattutto in ambito europeo, erano al minimo storico.
Insomma, i tedeschi erano con le ... pezze ar culo...
E poi, nel 2002, arrivò l'euro e, nel giro di qualche anno tutto cambiò: le esportazioni si impennarono (soprattutto in ambito europeo), la disoccupazione cominciò a scendere, la produttività a salire e il Pil ritornò a crescere a ritmo elevato.
Ecco a chi è servito l'euro, grazie al quale tutti gli altri paesi europei sono stati messi fuori gioco e, quindi, incapaci di competere nel loro mercato di riferimento (l'Europa)... mentre la Germania lo occupava quasi dappertutto.
E' cosa talmente nota e scontata, che da persino fastidio ripeterla.
... ci sono possibilità di uno sviluppo per l’italia con questa moneta? Mi chiede infine G.C.
No, non ci sono.
Monti può solo evitare il default, ma non può evitare il declino. Quello è iniziato subito prima dell'introduzione dell'euro e continuerà finché quella valuta esisterà, oppure noi non saremo diventati più tedeschi dei crucchi di Germania o quelli più barlafus di noi...
Passiamo all'attualità delle borse.



Dati macro del giorno.
| Ora | Paese | Dato | Precedente | Atteso |
| 00:00 | USA | Mercati chiusi per festività nazionale | ||
| 06:00 | Giappone | Fiducia consumatori a dicembre | 38,1 | 38,5 |
| 08:00 | Germania | Indice prezzi all'ingrosso a dicembre | +4,9% a/a | - |
| 10:00 | Italia | Indice prezzi al consumo a dicembre (finale) | +3,30% a/a | - |
| 19:00 | Europa | Draghi, governatore Bce: discorso al Parlamento europeo |
Notizie flash.
L’agenzia di rating Fitch ha annunciato di
aver portato l’outlook sul rating “BBB+” del Sud Africa da “stabile” a
“negativo”. La bocciatura è attribuibile “agli scarsi progressi registrati in
alcuni ambiti cruciali come la lotta alla disoccupazione”.