9 febbraio ore 8.10: ... simmo 'e Napule paisà ...
Perché quando ogni paese europeo batteva la sua moneta non c'erano rischi di default ed adesso, che tutti usano sua maestà l'euro, il rischio è diventato straordinariamente concreto ed attuale?
Perché prima, alle brutte (e anche allora c'erano periodi di tensione ...) ogni Stato "stampava carta" (massa monetaria) e pagava i suoi creditori ... "rifilandoghi una spettacolare sola" senza che, spesso, costoro se ne accorgessero ...
Prendete, ad esempio, un paese come gli Stati Uniti che può stampare "carta" che, volenti o nolenti, tutti accettano in pagamento ... finché dura (che tutti accettano quella carta in pagamento) il problema non si pone: nei periodi di tensione (come l'attuale) le Fed "crea" più massa monetaria e la presta allo Stato americano ... il quale aumenta il suo debito ma soddisfa i suoi creditori ...
Sic stantibus rebus, sono tutti contenti ... i creditori sono pagati, i politici possono continuare simpaticamente a rubare ed i cittadini, non capendo neanche quello che succede, ringraziano lo "stellone" ...
Quei paesi europei, invece, si sono consorziati nell'euro ed hanno rinunciato al "privilegio" di stampare denaro in conto proprio ... sicché, quando arrivano le crisi, devono percorrere altre strade: aumentare le tasse, ridurre le spese oppure dichiarare default ...
Capite quanto era meglio quando si stampava moneta in proprio? ... Nessuno si accorgeva di niente e tutto passava in cavalleria ....
Naturalmente, picciotti, pasti gratis nighese ... sicché, anche prima qualcuno pagava, ma quasi nessuno se ne accorgeva ...
La maggiore quantità di carta in circolazione (quella stampata per superare l'emergenza finanziaria) creava inflazione che, di fatto, era una tassa occulta sull'economia, ma in pochi se ne rendevano conto ... anzi, la maggioranza pensava di guadagnarci ...
In Italia, ad esempio, con un'inflazione al 20%, i titoli di Stato rendevano il 18% ... quindi ogni anno ci si rimetteva il 2% ... ma la stragrande maggioranza non capiva bene cos'era l'inflazione, e riteneva di guadagnarci il 18% senza rischio.
Noi italiani abbiamo superato tutte le nostre crisi in quella maniera ... costruendo un debito mostruoso (ancorché truffaldino) che abbiamo scaricato sulle future generazioni ...
Finita l'euforia del Craxismo da bere (ricordate la Milano da bere degli anni 80?), sono rimasti i buffi, ed il paese non s'è più risollevato.
Quindi, alla fine si paga comunque, ma il pagamento è dilazionato, sottile, quasi occulto ...
Quando non si stampa più moneta, invece, il problema esige una soluzione "diretta" ed "immediata" ... il che significa: aumentare subito le tasse o ridurre subito le spese in modo da "generare" le risorse con cui pagare i creditori (risorse che prima, invece, si "creavano" senza grande sforzo, semplicemente stampando carta) ... diversamente bisogna dichiarare default.
Ora, capite bene che aumentare le tasse significa perdere le prossime elezioni ... qualsiasi governo sia in carica. Ridurre le spese significa smettere di rubare e far rubare ... e anche questo conduce a perdere le prossime elezioni.
Resta il default.
Prendete un paese come l'Italia, con una pressione fiscale ufficiale in prossimità del 44% (in realtà, considerando il sommerso, supera il 50%), un debito pubblico in prossimità del 120% ed un deficit di bilancio intorno al 5% ...
... Un paese che dal 2000 ha smesso di crescere e negli ultimi 2 anni ha visto una drammatica riduzione della ricchezza nazionale ...
Un paese, inoltre, che ha un tasso di disoccupazione ufficiale del 10% ... ma che ha il 25% di precari ... sicché 3 ragazzi su 4 sono disoccupati o precari ...
Ebbene, questo paese avrebbe bisogno di risparmiare 100 miliardi di spese ... e ne avrebbe bisogno subito.
Come?
Smettendo di rubare ... ove per rubare intendo non solo l'appropriazione indebita da parte dei politici o dei loro compari, ma anche gli stipendi pagati e manager, consulenti, impiegati ed operai inutili o incapaci.
E sono circa 100 miliardi l'anno che dovrebbero essere immediatamente dirottati alla riduzione delle imposte, per rimettere in moto il motore produttivo del paese ... e ricominciare a crescere.
Si farà?
Ma neanche per sogno!!
Cosicché che soluzione si adotta?
Quella alla Nereo Rocco ... catenaccio all'italiana: fermi tutti, marchiamo stretto l'avversario e non lasciamolo avvicinare alla nostra porta; niente iniziative o azioni proditorie ... puntiamo al pareggio e, se siamo fortunati, ci può pure scappare il golletto in contropiede.
Fuor di metafora ... l'importante è galleggiare sperando che la tempesta passi ... Calati juncu 'cca passa la china si dice giù in Sicilia.
E quegli altri paesi a rischio di default (Spagna, Portogallo, Grecia ...)?
Hanno tutti subito la sindrome del Craxismo da bere ... crescita impetuosa ... bilanci truccati ... e, alè, tutti a rubare ....
Ora sono diventati tutti un po come noi ... una faccia ed una razza ... simmo 'e Napule paisà ...
E si ricomincia a parlare di ritorno alla Lira ... Peseta ... Dracma ... etc.... ma, giovinotti belli, io poche cose ho capito nella vita, ed una di queste è che le crisi rendono i ricchi più ricchi ed i poveri più miserabili ... finché diventano talmente miserabili da non avere più nulla da perdere ... ed allora la Storia si apre ad eventi eccezionali ...
La mia personale previsione, dunque, è che per il momento (intendo 2010 e parte del 2011) non succederà niente di drammatico ... la crisi, quella vera, esploderà nel 2012 ... e saranno cazzi ... mica "augelli senza zucchero" ... ma proprio cazzi amari.
Veniamo alla Borsa.
Sulle previsioni io non ho niente di nuovo da aggiungere a quanto già noto ...

... quindi è perfettamente inutile (anzi è dannoso) cercare di indovinare ... l'unica cosa che posso ribadire è: intermedio 55% e intermestrale 45% ...
Bund ...

... Euro fx ...

... Previsione intraday ...

... l'altra possibilità (scenario ribassista) è la seguente ....

Apertura prevista: -0.55%.

Fatemi finire con il ripetere una "comunicazione di servizio" che, puntualmente, devo ripetere all'arrivo di nuovi abbonati: io non do consigli "ad personam" ... quindi è perfettamente inutile scrivermi chiedendomi cosa fare ...
Il motivo l'ho già spiegato in tutte le altre comunicazioni precedenti: una volta che comincio con il primo, la pratica si estende a ... tutti ... sempre (era così quando, qualche anno fa sono stato "costretto" a smettere).
Non solo: ho anche commesso l'errore di cedere ... "solo per questa volta" a chi mi pressava con urgenza ... per poi scoprire che "solo per questa volta" ... diventava "tutte le volte" ... ed appena decidevo di smettere ... diventavo "stronzo" ...
Un mio amico politico mi dice sempre: ... tu alla gente fai 1000 favori e non ti dice neanche grazie, non fai il 1001.mo e sei uno stronzo.
L'altro motivo, quello più tecnico, è che impossibile decidere al posto di chi è direttamente interessato ... come faccio io a sapere cosa aveva in mente lui quando è entrato in posizione? Come faccio a decidere se non conosco i suoi obiettivi (su quale ciclo sta operando, sta facendo intraday, medio termine o investing)?
Il rischio di dargli un consiglio sbagliato è talmente alto che, sommato alla prima considerazione, mi ha convinto a non cedere mai più al richiamo di chi si rivolge a me per consiglio ...
Quello che so e che penso, lo scrivo qui tutti i giorni per tutti ... può essere impreciso ... ma è tutto ciò che so e che penso.
Dati macro del giorno.
| Ora | Paese | Dato | Precedente | Atteso |
| 00:00 | Trimestrali | Alpha Natural Resources, Alumina, Astaldi, Gartner, Walt Disney, Warner Music Group | ||
| 08:00 | Germania | Indice prezzi al consumo a gennaio (finale) | - | -0,7% m/m |
| 16:00 | USA | Scorte all'ingrosso a dicembre | +1,5% | +0,5% |
| 23:00 | USA | Indice Abc fiducia consumatori | - | - |
Notizie flash:
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A gennaio 2010 la media giornaliera del controvalore scambiato su azioni sui mercati telematici del London Stock Exchange Group (di cui fa parte Borsa Italiana9 è cresciuta del 14% rispetto a gennaio 2009 raggiungendo quota 7,1 miliardi di sterline (8,0 miliardi di euro). La media giornaliera del numero dei contratti, 831.892, è in calo del sei per cento rispetto a gennaio 2009. L’aumento dell’attività di trading su azioni italiane e un più alto livello dell’indice FTSE MIB da gennaio 2009 ha portato un aumento del 46% nella media giornaliera del controvalore scambiato sul mercato telematico italiano, mentre la media giornaliera del numero dei contratti è cresciuta del sette per cento. Durante il mese di gennaio 2010, il controvalore totale scambiato su azioni inglesi è stato di 83,9 miliardi di sterline (95 miliardi di euro) e il numero complessivo dei contratti è stato di 11,1 milioni. La media giornaliera del controvalore scambiato su azioni inglesi è stata di 4,2 miliardi di sterline (4,8 miliardi di euro), in calo del tre per cento rispetto allo scorso anno, mentre la media giornaliera dei contratti è scesa a quota 553.978, in calo del 12%. Il numero complessivo dei contratti scambiati su azioni italiane è stato di 4,5 milioni e il controvalore totale scambiato ha raggiunto i 50,3 miliardi di euro (44,4 miliardi di sterline). La media giornaliera dei contratti scambiati su azioni italiane è stata di 227.319, in crescita del sette per cento rispetto a gennaio 2009. Anche la media giornaliera del controvalore scambiato durante il mese ha registrato un incremento, raggiungendo i 2,5 miliardi di euro (2,2 miliardi di sterline), in crescita del 46% rispetto allo scorso anno. Gli scambi in ETF ed ETC sono stati intensi, con la media giornaliera del numero di contratti in crescita dell’85% rispetto a gennaio dello scorso anno, totalizzando la cifra di 16.773. La media giornaliera del controvalore scambiato ha raggiunto quota 419 milioni di sterline (474 milioni di euro), in aumento del 50%. Gennaio 2010 è stato il secondo mese di sempre sia per contratti che per controvalore scambiato. La media giornaliera del numero dei contratti scambiati sui mercati dei derivati del Gruppo, EDX London e IDEM (417.686) ha registrato un incremento del 16% rispetto a gennaio 2009. La media giornaliera del controvalore nozionale scambiato sull’IDEM è cresciuta del 41% a 2,9 miliardi di euro (2,5 miliardi di sterline), mentre la media giornaliera dei contratti è scesa del sette per cento a 117.798. Su EDX la fine dell’accordo con Nasdaq OMX e la conseguente interruzione del trading su prodotti legati all’indice svedese ha avuto un impatto sul controvalore scambiato anche se la media giornaliera del numero dei contratti è aumentata del 29% a 299.889. |
Il recupero economico da parte degli Stati Uniti sarà lento. Ad attenderselo è Alan Greenspan, ex presidente della Federal Reserve. Greenspan, intervenuto alla trasmissione "Meet the Press” della NBC, ha rimarcato che sarebbe preoccupato "se il ribasso delle azioni si prolungherà perché esso sarebbe più di un segnale d'allarme. Le azioni attualmente hanno un profondo impatto sull'attività economica".